Nei musei italiani e non solo, ultimo esempio l’episodio di giugno agli Uffizi di Firenze, succede sempre più spesso che visitatori distratti si trasformino in vandali involontari, dando vita a scene da commedia grottesca che fanno ormai parte della quotidianità di moltissime istituzioni europee. Il fenomeno è diffuso e costante, alimentato da un mix pericoloso di sovraffollamento, disattenzione e bisogno compulsivo di immortalare tutto con lo smartphone. Il risultato? Danni, disagio e una crescente frustrazione da parte di chi lavora ogni giorno per preservare il patrimonio culturale.


Nasce un Galateo necessario (e urgente)
Per rispondere a questa deriva comportamentale è nato il Galateo dei Musei, iniziativa lanciata da Libreriamo, il media digitale dedicato alla promozione della cultura. Dopo aver raccolto decine di testimonianze preoccupate da parte di direttori di musei italiani, Libreriamo ha messo nero su bianco undici regole semplici ma fondamentali, con l’obiettivo di educare il pubblico al rispetto degli spazi espositivi. L’idea non è quella di redigere un regolamento rigido, quanto piuttosto di riportare il buonsenso al centro della visita museale. Come ricorda la stessa iniziativa, “entrare in un museo è un po’ come entrare a casa di qualcuno che ha impiegato secoli a costruire qualcosa di meraviglioso: ci si comporta con rispetto”.

Che il problema sia reale lo dicono anche i dati. Nell’estate 2024, secondo il Ministero della Cultura, i musei italiani hanno raggiunto oltre 60 milioni di ingressi. E le previsioni per il 2025 indicano un’ulteriore crescita. Una notizia positiva sotto il profilo culturale ed economico, ma che solleva interrogativi seri sulla tenuta fisica e simbolica degli spazi museali. L’overtourism, cioè l’afflusso eccessivo di persone in luoghi non progettati per accoglierle in massa, trasforma sempre più spesso i musei in luoghi caotici e fragili. Ed è in questo contesto che piccoli gesti – una foto troppo ravvicinata, una spinta involontaria, una voce troppo alta – diventano atti distruttivi.


Le 11 regole del buon visitatore
Il Galateo dei Musei non si limita a proibire, ma invita alla consapevolezza. Le regole spaziano dal pratico al simbolico. Si parte dal divieto di borse ingombranti, potenzialmente pericolose per le opere esposte, fino al richiamo al silenzio e alla discrezione, elementi fondamentali per una fruizione serena dell’arte.
Si insiste poi sull’uso responsabile della tecnologia: fotografie con moderazione, niente flash, no ai bastoni da selfie. Si chiede ai visitatori di camminare con attenzione, di non toccare mai le opere, e di non usare pareti e installazioni come appoggi.
Non si tratta di restrizioni arbitrarie, ma di buone pratiche per preservare ciò che, altrimenti, rischia di andare perduto, ricordandoci che riscoprire il valore dell’attenzione, della lentezza, del rispetto è il primo passo per non trasformare i musei in campi minati culturali, dove ogni visitatore rischia di fare danni, anche senza volerlo.


