Triennale, in cenere l’installazione di Jacopo Allegrucci davanti all’istituzione milanese

L'opera era stata collocata davanti alla Triennale per la 24esima Esposizione Internazionale. Arrestato il presunto piromane

È stata ridotta in cenere nella mattinata del 14 luglio La Balena, l’imponente installazione in cartapesta realizzata da Jacopo Allegrucci per la 24ª Esposizione Internazionale della Triennale di Milano, Inequalities. Il rogo, di natura dolosa, ha coinvolto l’opera situata negli spazi esterni della Triennale, attirando l’immediato intervento dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine. Il presunto autore del gesto è stato individuato e fermato dagli agenti della Questura di Milano. Dopo l’interrogatorio, è scattato l’arresto.

L’opera di Allegrucci andata in fiamme

L’opera raffigurava una grande balena azzurra in cartapesta, simbolo della fragilità ambientale e dell’urgenza di proteggere le specie a rischio estinzione. Faceva parte del progetto La fragilità del futuro, uno dei percorsi chiave della mostra inaugurata il 13 maggio, e intendeva sensibilizzare il pubblico sulla crisi ecologica globale. Jacopo Allegrucci, noto soprattutto per essere uno dei maestri carristi del Carnevale di Viareggio, aveva trasposto il linguaggio del carnevale in una riflessione profonda sul rapporto tra umanità e ambiente.

Giuli: «Atto vile e insensato»

Durissimo il commento del Ministro della Cultura Alessandro Giuli: «L’incendio doloso che ha distrutto la grande Balena di Jacopo Allegrucci alla Triennale di Milano è un atto vile e insensato che colpisce non soltanto un’opera di straordinaria forza simbolica, ma anche la cultura, la libertà creativa e la coscienza civile del nostro Paese. Questo gesto di violenza e inciviltà ferisce un progetto che attraverso l’arte denunciava la fragilità del futuro e la necessità di tutelare le specie in via di estinzione. Esprimo piena solidarietà all’artista, alla Triennale di Milano e a tutti coloro che hanno lavorato per dare vita a un’esperienza culturale di alto valore».

Ora la Triennale e le istituzioni culturali riflettono sull’accaduto, mentre il gesto accende il dibattito su sicurezza, spazi pubblici e libertà artistica.