Comincia Inequalities: Triennale Milano esplora le disuguaglianze

Triennale Milano apre le porte della 24esima Esposizione Internazionale e affronta il tema "Inequalities" con lo scopo di suggerire riflessioni

Ha preso il via la 24ª Esposizione Internazionale di Triennale Milano, aperta al pubblico dal 13 maggio fino al 9 novembre 2025. Intitolata Inequalities, la mostra si confronta con le disuguaglianze nell’era contemporanea attraverso lo sguardo di artisti internazionali e curatori del calibro di Norman Foster e Beatriz Colomina. Ad aprire la cerimonia di inaugurazione è stato il messaggio del vicepresidente e ministro degli Esteri Antonio Tajani e dai saluti del ministro della Cultura Alessandro Giuli, di Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, Dimitri Kerkentzes, Segretario Generale del Bureau International des Expositions (BIE), e Donatella Sciuto, Rettrice del Politecnico di Milano.

Triennale Milano riflette sulle disuguaglianze

«Dentro le sale della nostra Triennale, per sei mesi, parleremo di diseguaglianze», ha dichiarato Stefano Boeri, il presidente di Triennale Milano. «Lo faremo parlando di città e spazi, ma anche di corpi e vite – ha proseguito – lo faremo grazie a una serie di esposizioni che mostreranno come ricchezze immense siano oggi nelle mani di un minuto pugno di individui. E di come oggi nascere poveri sia una condizione irreversibile per milioni e milioni di abitanti del pianeta. Lo faremo raccontando di come le diseguaglianze – quelle con cui nasciamo e quelle che incontriamo o addirittura creiamo nel corso del tempo – agiscano sulle aspettative di vita e di salute di ciascuno di noi».

Dopo aver affrontato i temi della sostenibilità, nel 2019 con Broken Nature, e i misteri dell’universo, dallo spazio cosmico fino alla scala invisibile dei virus, nel 2022 con Unknown Unknowns, la 24ª Esposizione Internazionale chiude questa trilogia focalizzando la riflessione sulla dimensione umana e affrontando un tema urgente e politico come quello delle crescenti diseguaglianze che caratterizzano le città e il mondo contemporaneo. Attraverso mostre, progetti speciali, partecipazioni internazionali, performance ed eventi del public program, Inequalities si interroga sulle sfide globali legate alle differenze presenti in vari ambiti dell’esistenza: da quello economico a quello etnico, dalla provenienza geografica al genere.

«Parleremo dei ghetti e delle guerre, massima espressione di diseguaglianze così rigide, così profondamente ingiuste, da trasformarsi in crudeli dispositivi di morte – ha aggiunto Boeri – ma nella mostra che visiterete incontrerete anche le buone idee, le politiche attente, i progetti migliori che sanno a volte trasformare le diseguaglianze in fertili differenze, in qualità condivise che permettono a individui pur differenti di scambiarsi valori, arricchendosi reciprocamente. Con Inequalities, Triennale Milano non pretende dunque di esaurire un tema, ma piuttosto, come ha sempre fatto, di suggerire delle riflessioni e di proporre alcune soluzioni».

Inequalities, «un’opportunità cruciale»

L’Esposizione Internazionale di Triennale è l’unica manifestazione culturale riconosciuta in via permanente dal Bureau International des Expositions (BIE), l’organizzazione intergovernativa che gestisce le Esposizioni Universali e Internazionali. A intervenire all’inaugurazione è stato il segretario generale dell’ente, Dimitri S. Kerkentzes, che ha affermato: «Al centro di ogni Expo organizzata sotto gli auspici del Bureau International des Expositions c’è una missione fondamentale: mostrare i mezzi a disposizione dell’umanità per soddisfare i bisogni della civiltà. La 24ª Esposizione Internazionale di Triennale Milano, come le sue precedenti edizioni, incarna perfettamente questa missione invitandoci a esaminare una delle sfide più pressanti del nostro tempo: le diseguaglianze. In un mondo con disparità in continua evoluzione, questa edizione rappresenta un’opportunità cruciale per esplorare non solo i divari esistenti, ma anche i potenziali percorsi verso un futuro più equilibrato e inclusivo».

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