È di nuovo visitabile agli Uffizi l’esposizione Firenze e l’Europa. Arti del Settecento agli Uffizi, sospesa a fine giugno dopo un episodio che ha sollevato molte polemiche: un visitatore, inciampando, aveva causato uno squarcio a un prezioso dipinto del ‘700. In seguito all’incidente, la direzione del museo ha deciso di installare nuove barriere protettive, più alte e ben visibili, per garantire una maggiore sicurezza delle opere esposte.
L’episodio risale al 21 giugno, quando un uomo in visita alla mostra ha perso l’equilibrio davanti al Ritratto di Ferdinando de’ Medici gran principe di Toscana di Anton Domenico Gabbiani, danneggiandolo in modo visibile. In un primo momento si era parlato di un tentativo di selfie, ma un video diffuso in seguito ha ridimensionato l’interpretazione iniziale: l’uomo sembrava sì mettersi in posa, ma non aveva alcun dispositivo in mano, e nemmeno la donna che lo accompagnava.
Nel frattempo, il dipinto danneggiato di Gabbiani è stato rimosso per il restauro. Al suo posto è esposta un’altra opera del 1690, firmata da Niccolò Cassana, detto Nicoletto, che ritrae anch’essa Ferdinando de’ Medici. Secondo quanto comunicato dalle Gallerie, il restauro è quasi terminato e il quadro tornerà presto in mostra, «perfetto, com’era prima dell’incidente».


Simone Verde, «porre limiti molto precisi»
Il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Simone Verde, aveva comunque denunciato pubblicamente l’eccessiva leggerezza con cui alcuni visitatori si comportano all’interno del museo, parlando di “atteggiamenti non compatibili con il senso delle nostre istituzioni” e della necessità di “porre limiti molto precisi”. La mostra era stata chiusa immediatamente, per poi riaprire il 2 luglio con nuove misure di protezione.
Le nuove barriere installate nelle sale espositive sono in metallo dorato, più alte delle precedenti e ben visibili: arrivano quasi al bordo inferiore dei quadri e impediscono di avvicinarsi troppo alle opere. Sono anche accompagnate da cartelli bilingue con l’avviso: “Attenzione, non appoggiarsi ai distanziatori”. Si tratta di un cambio visibile nella politica di prevenzione, motivato anche dalle segnalazioni arrivate in passato dal personale interno, che già aveva denunciato la pericolosità delle vecchie pedane basse e poco visibili.
Le misure contro i comportamenti scorretti annunciate dal direttore Verde – come il possibile divieto di scattare selfie o pose davanti ai quadri – sono ancora in fase di studio. Ma è chiaro che agli Uffizi si sta lavorando per trovare un nuovo equilibrio tra fruizione pubblica e tutela del patrimonio.



