Dal 19 al 22 giugno 2025, Basilea si conferma ancora una volta come una delle città chiave per il mercato dell’arte contemporanea. Con l’anteprima riservata ai professionisti dal 16 al 18 giugno, Art Basel 2025 accoglie 291 gallerie da 42 Paesi riaffermando il suo ruolo centrale in un panorama artistico internazionale segnato da trasformazioni economiche e culturali. La città svizzera si anima anche grazie a una rete di eventi collaterali, mostre museali, installazioni pubbliche e nuove fiere satellite che, insieme alla manifestazione principale, compongono così una vera e propria settimana dell’arte.

Un mercato che punta sull’eccellenza
Confermando la propria centralità nel sistema dell’arte, Art Basel 2025 presenta opere di altissimo livello (molte delle quali inedite sul mercato). Tra i lavori più quotati spicca Homme à la pipe assis et amour (1969) di Pablo Picasso, proposto da Pace Gallery per 30 milioni di dollari. Alla stessa galleria si trova anche una tela di Joan Mitchell valutata tra i 15 e i 20 milioni e One di Helen Frankenthaler, tra i 3 e i 4 milioni. Gagosian porta Evil Spirit (1963) della stessa Frankenthaler, disponibile a circa 5 milioni di dollari, e una selezione di Jonas Wood e George Condo.
Hauser & Wirth presenta Migration (1978) di Philip Guston, stimato 7,5 milioni, ma anche opere recenti di Mark Bradford (3,5 milioni) e George Condo (2,45 milioni), oltre a una scultura di Louise Bourgeois, Couple (2002) per 1,9 milioni e un dipinto di Arshile Gorky valutato 4 milioni. Da Thaddaeus Ropac si segnalano due tele di Georg Baselitz e riferimenti a Otto Dix, mentre da Zwirner viene esposto Magdalena di Marlene Dumas, reduce da un record d’asta. Acquavella valorizza poi Long Ocean #3 di Vija Celmins, artista protagonista di una mostra alla Fondation Beyeler. Karsten Greve dedica il proprio spazio a Louise Bourgeois e Jannis Kounellis, con sculture e disegni valutati fino a 3 milioni di euro.


La partecipazione italiana ad Art Basel 2025
L’Italia si presenta compatta con una ventina di gallerie nelle varie sezioni della fiera. Fanta-MLN debutta a Basilea nella sezione Statements, con un progetto dedicato al duo svizzero Michèle Graf & Selina Grüter. M77 espone Light Years Ahead nella sezione Feature, incentrato sul dialogo tra Grazia Varisco e Nanda Vigo, mentre Thomas Brambilla propone i Vinyl Paintings di John Giorno, realizzati negli anni ’80 in collaborazione con Francesco Conz. Nella sezione principale Galleries, Mazzoleni presenta Theatre as a Place for Art, con opere di Bonalumi, Burri, de Chirico, Fontana, Manzoni, Melotti e Salvo.
Cardi Gallery propone Testimoni (2009) di Mimmo Paladino, una scultura composta da 20 figure in tufo. Sempre nella stessa sezione, le gallerie Persano, Tucci Russo e Sprovieri presentano in condivisione l’igloo storico Evidenza di 987 (1978) di Mario Merz.
Raffaella Cortese costruisce il proprio stand attorno al tema dell’allontanamento con opere di Roni Horn, Anna Maria Maiolino e l’installazione Personal Accounts: Deinde Falase di Gabrielle Goliath, vista alla Biennale di Venezia 2024. Franco Noero presenta i nuovi dipinti neri salini di Pier Paolo Calzolari nella sezione Kabinett, e Minini mette in scena una riedizione del dialogo tra Peter Halley e Alessandro Mendini.
Art Basel Unlimited: oltre gli standard fieristici
Curata da Giovanni Carmine, la sezione Unlimited ospita le opere di più ampio respiro dell’intera manifestazione: qui trovano spazio installazioni monumentali, video proiezioni e lavori di forte impatto visivo. Tra le presenze già note, l’igloo di Mario Merz e gli specchi di Michelangelo Pistoletto si affiancano ai grandi dipinti di Valerio Adami e alla Go-Go Dancing Platform di Felix Gonzalez-Torres, opera mai messa in vendita negli ultimi trent’anni.
Sarà inoltre presentata nella sezione anche l’installazione luminosa monumentale We Rise by Lifting Others (2023) di Marinella Senatore, opera lunga 34 metri e valutata intorno ai 500.000 euro. Senatore è l’unica artista donna selezionata per questa sezione dal curatore. Il progetto Unlimited sottolinea così l’ambizione curatoriale e il carattere immersivo di Art Basel offrendo a collezionisti e visitatori un’esperienza fuori dagli standard fieristici.

L’arte pubblica che invade la città
Stefanie Hessler cura l’edizione 2025 di Parcours, che propone 21 opere in spazi pubblici con il tema Second Nature. La sezione riflette sul rapporto tra naturale e artificiale, tra abitudini acquisite e interventi umani sugli ecosistemi. L’installazione tessile di 80 metri di Hylozoic/Desires in Münsterplatz ne è esempio emblematico. «Queste dualità coesistono nell’opera e offrono letture stratificate del tema di “Second Nature”», afferma Hessler.
Nel progetto Messeplatz, Katharina Grosse realizza Choir, un intervento pittorico monumentale che trasforma la piazza antistante la fiera in un’opera d’arte immersiva. Curato da Natalia Grabowska, l’intervento coinvolge ogni superficie accessibile. «Dipingo la mia via d’uscita dalla fiera verso lo spazio urbano», dichiara Grosse.

Le mostre nei musei di Basilea
Il programma museale parallelo alla fiera è estremamente fitto. Al Kunstmuseum si tiene la grande retrospettiva su Medardo Rosso, accostato a Giacometti, Duchamp, Bacon e Bourgeois. Suzanne Lacy è al Tinguely Museum con By Your Own Hand, opera contro la violenza di genere. Alla Fondation Beyeler, Vija Celmins e Jordan Wolfson sono i protagonisti principali, mentre alla Kunsthalle le mostre di Marie Matusz, Dala Nasser e Ser Serpas.
Allo Schaulager, Steve McQueen presenta Bass, installazione immersiva di luce e suono. Il Vitra Design Museum ospita The Shakers e Science Fiction Design, il Museum der Kulturen accoglie le mostre Creators e Memory, mentre il Kunsthaus Baselland riflette su ambiente e paesaggio con Whispers from tides and forests. Chiude la panoramica quindi The Swiss Art Awards 2025 nella Hall 1.1 di Messe Basel, il premio artistico più antico del mondo moderno.


Fiere satellite: la città moltiplica le sue voci
Basilea ospita anche fiere collaterali di crescente rilievo. VOLTA Basel celebra i suoi 20 anni al Congress Center con 70 gallerie da 28 Paesi. Liste, giunta alla 30ª edizione, propone 100 gallerie emergenti da 32 nazioni, tra cui numerose italiane.
Africa Basel debutta negli spazi dell’Ackermannshof, con 18 gallerie dedicate all’arte africana contemporanea. June Art Fair torna con il suo formato selettivo e sperimentale presso la Riehenstrasse 90B. MAZE Design Basel occupa l’Offene Kirche Elisabethen con 11 stand internazionali in sostituzione di Design Miami Basel.
Photo Basel festeggia i suoi 10 anni con 39 gallerie da 15 Paesi nella sede della Volkshaus e rinnova la sezione Novum dedicata a opere mai esposte. Infine, Basel Social Club torna nel centro cittadino in una ex banca riqualificata con un format ibrido tra mostra, dialogo e performance.


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