Arte come rito nel nuovo spazio di Numero Cromatico

Il collettivo romano inaugura la nuova sede in Piazzale del Verano con una mostra che mette lo spettatore al centro di un processo trasformativo

Dal 19 giugno al 30 settembre 2025, il collettivo artistico Numero Cromatico apre ufficialmente al pubblico il suo nuovo spazio espositivo in Piazzale del Verano 93, con la mostra When You Move Around Me (WYMAM). L’esposizione si pone come un condensato delle più recenti ricerche del collettivo: al centro del progetto ci sono due grandi installazioni immersive che interrogano il visitatore sul senso dell’esperienza estetica, sul ruolo dell’arte e su quello dello spettatore. Tre sono i concetti su cui ruota questa riflessione: aniconicità, non-antropocentrismo e dimensione iniziatica.

Le opere, volutamente prive di riferimenti figurativi riconoscibili, si svuotano dell’immagine per lasciare spazio alla percezione pura. Niente corpi, volti o oggetti: solo colori primari, strutture modulari, forme geometriche e ambienti immersivi. Questo vuoto non è assenza, ma una scelta consapevole che apre a un altro livello di esperienza, dove ciò che conta non è ciò che si vede, ma ciò che si sente. L’intento non è trasmettere un messaggio, ma suscitare un’esperienza individuale, quasi meditativa: l’esperienza estetica si fa collettiva, distribuita, e l’opera diventa un attivatore di processi cognitivi e sensoriali. In questo modo, il visitatore è chiamato a interrogare se stesso, diventando parte integrante del lavoro.

When You Move Around Me rappresenta anche un momento di sintesi del lavoro interdisciplinare che Numero Cromatico porta avanti da anni, in un dialogo costante tra arte, neuroscienze, filosofia e comunicazione visiva. Il nuovo spazio si propone come un luogo vivo di ricerca e confronto, dove l’arte non è fine a se stessa ma strumento per esplorare nuove modalità di relazione con il reale, occasione unica per vivere un’esperienza estetica radicale, immersiva e trasformativa, in grado di mettere in discussione lo sguardo e la presenza stessa dell’osservatore.