“Trasformare l’ordinario in straordinario, un pezzo alla volta, ispirando gli altri a vedere il mondo come una tela per un cambiamento positivo”.
Ovidiu Solcan

Ogni volta che sono a Bucarest bevo una birra con Ovidiu, parliamo di Romania, diritto, architettura, jazz, arte e sostenibilità. Ci siamo incontrati per la prima volta quando l’ho invitato a partecipare a una mia mostra a Roma qualche anno fa, rimanendo poi buoni amici.
Ovidiu Solcan è un “art – chitect”, la perfetta combinazione tra architetto urbano professionista e artista di collage pop-art. Crea opere spettacolari strappando, tagliando e incollando pezzi di riviste.
Ha iniziato questo percorso durante il liceo, quando per caso ha trovato in casa un cd dei suoi genitori con alcuni software. Durante l’università, ha affinato e ampliato le sue competenze digitali, e ora è molto bravo a dipingere, fare collage, scattare foto, fare musica, girare e montare video. Parallelamente, continua a fare l’architetto perché gli piace. “L’architettura, anche se si chiama arte, non lo è davvero. Principalmente perché è molto limitata dalle leggi, soprattutto nel nostro paese. Mentre nell’arte non ci sono limiti, nessuno può dirti cosa puoi fare e cosa no”.
Lavorare come architetto nel suo studio a Bucarest ed essere un artista ben noto ha portato Ovidiu a comprendere l’importanza di condurre una vita equilibrata. Il suo studio d’artista è a casa, dove la sera dopo cena lavora spesso con sua moglie. Il processo creativo inizia solitamente da un layout digitale, trasferito su tela. Poi strappa, taglia e incolla pezzi di riviste, la maggior parte delle quali regalate dai suoi amici che sanno non aver alcun senso buttarle via, essendo la migliore materia prima per i collage di Ovidiu: una dimostrazione del suo impegno nella sostenibilità e nell’economia circolare.
“Uno schizzo, tante riviste (ma proprio tante) e molta colla. Prima viene l’idea. Nascono tante idee. Poche si materializzano. Dopo l’idea, segue il servizio fotografico. Può essere fatto da solo ovvero da un team. Di solito voglio scattare la foto il più lontano possibile. Purché la foto stessa sia bella. Fondamentalmente, dovrebbe essere una foto che degna di essere pubblicata su una rivista. Dopo la foto, arriva la parte di rielaborazione al computer. Una volta fatto lo scatto, inizio a pensare al collage, a quale idea voglio realizzare, se utilizzare direttamente la foto o aggiungere elementi digitali”.
Semplice a dirsi, non altrettanto semplice a farsi: ogni ritratto richiede dalle 100 alle 200 ore di lavoro, ma ogni opera è un pezzo unico. “Un collage fatto da me è praticamente impossibile da copiare. Sai che ce l’hai solo tu. E che non ce ne sarà mai un altro esattamente uguale. È praticamente impossibile capire da quale rivista è stato preso ogni pezzo, per poi strapparlo allo stesso modo”.

Il vero dramma che ho scoperto parlando con Ovidiu davanti alle nostre birre è stato che il suo primo ritratto, Louis Armstrong che suona la tromba, è andato perduto. Cos’è successo? Lo ha buttato, perché non gli piaceva una volta finito. Un vero dramma, ma la decisione degli artisti di distruggere una loro opera deve essere rispettata, essendo la distruzione di un’opera d’arte una forma d’arte stessa.

Pezzi di riviste colorate, colla, collage pop realizzati ascoltando jazz, sottofondo perfetto dei suoi ritratti di grandi musicisti, realizzati con lo spirito tipico dei migliori giochi d’infanzia. “Picasso diceva: “Siamo tutti nati artisti. Solo pochi rimangono tali per tutta la vita”. Da questo punto di vista, spero di essere ancora un bambino. Sì, è un gioco. Dovrebbe essere strappare fogli di carta e incollarli insieme cercando di rappresentare qualcosa. L’abbiamo fatto anche all’asilo, quindi… È sicuramente un gioco”.
Ovidiu trae la sua ispirazione dal potere e dall’influenza di personaggi famosi che hanno formato la nostra cultura e la nostra società. “Il mio lavoro è prevalentemente caratterizzato da ritratti pop, per dare il messaggio che il cambiamento inizia da noi. Proprio come le icone della mia arte hanno avuto un impatto significativo sul mondo, spero di ispirare gli altri a fare cambiamenti positivi nella propria vita”.
I ritratti pop sono dedicati principalmente a musicisti come Louis Armstrong (“The Lost Masterpiece”), Miles Davis, Prince, Ray Charles, David Bowie, Bono così come ad artisti, essendo una delle sue opere d’arte preferite un ritratto dello scultore rumeno Brancusi, per il quale Ovidiu ha realizzato il progetto “The Endless Brancusi”, un manifesto contro la scarsa considerazione dell’arte rumena, essendo lo scultore unodei grandi artisti che hanno subito questa forma di ignoranza.

Next?
Ovidiu esporrà due dei suoi ritratti, Miles Davis e Prince, al NN North Sea Jazz Festival che si terrà a Rotterdam a metà giugno 2025. Il festival celebra e rinnova la ricca tradizione jazzistica, dallo swing al free jazz e alla fusion, rappresentata da grandi jazzisti come Herbie Hancock, Branford Marsalis e Lee Ritenour.

Una perfetta combinazione tra arte e musica, tenendo presente che “L’arte è il modo in cui decoriamo lo spazio. La musica è il modo in cui decoriamo il tempo”, Jean Michel Basquiat dixit.
info: ovidiusolcan.com
* Edoardo Marcenaro lavora da venticinque anni come giurista di impresa in società multinazionali e ha come hobby l’arte moderna, contemporanea e post-contemporanea. È collezionista e curatore di mostre, essendosi negli ultimi anni concentrato su opere realizzate su banconote americane rigorosamente originali, dai dollari che Andy Warhol firmava alla fine delle sue feste alla Factory, fino ad arrivare ai dollari distribuiti da Edoardo a tutti i suoi amici artisti per trasformarli in opere d’arte



