Inaccessibile da quasi cinquant’anni, la Grotta di Diana di Villa d’Este a Tivoli riapre al pubblico grazie a un importante intervento di restauro finanziato da Fendi, che ha definito il progetto “un atto d’amore” per il patrimonio italiano: per la maison si tratta dell’ultima tappa di un percorso culturale iniziato oltre dieci anni fa: dalla Fontana di Trevi, restaurata nel 2015, alle sale di Villa Medici nel 2022, fino al progetto Fendi for Fountains che ha riportato all’antico splendore numerose fontane storiche.

Così, dal 6 maggio il monumento manierista arricchirà il percorso di visita alla Villa, Patrimonio dell’Unesco dal 2001, con accesso dalla Passeggiata del Cardinale. “Con questo intervento vogliamo contrastare la perdita e l’incuria del nostro patrimonio, restituendo al pubblico un luogo di straordinaria bellezza e significato”, ha dichiarato Andrea Bruciati, direttore dell’Istituto Villa d’Este che assieme a Fendi ha sostenuto negli ultimi due anni l’operazione.

“Il restauro della Grotta di Diana è per Fendi un atto d’amore, il più recente di un percorso di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale italiano, che culmina quest’anno con la celebrazione del nostro centenario”, afferma Silvia Venturini Fendi, direttore artistico Accessori e Collezioni Uomo della casa di moda: “Profondamente radicata a Roma, dove dal 1925 risiedono le fondamenta e il cuore creativo della nostra maison, quest’opera rappresenta per noi un ulteriore investimento sul futuro che parte dalla memoria del passato: un impegno volto a preservare la bellezza e la storia del nostro paese, consegnando questo prezioso monumento alle generazioni a venire”.
Grotta di Diana, gioiello manierista del ‘500
Realizzata tra il 1570 e il 1572 dall’architetto Paolo Calandrino, la Grotta ha pianta a croce ed è interamente decorata con scene mitologiche, cariatidi e pietre semipreziose. Al centro, sotto una volta a botte, si apre una nicchia che un tempo ospitava una statua della dea Diana, simbolo della caccia e della natura selvaggia, mentre le sculture originali sono oggi custodite nei Musei Capitolini di Roma.
Il pavimento, anch’esso restaurato con cura, è decorato con aquile e gigli, emblemi araldici della famiglia d’Este, e mele, frutto simbolicamente legato alla dea Diana. Il nuovo sistema di illuminazione soft, progettato per esaltare gli elementi artistici e architettonici, crea un ambiente immersivo di silenziosa contemplazione. A dare il benvenuto ai visitatori sono le Cariatidi con cesti di frutta, mentre le divinità del mare e le Metamorfosi di Ovidio sono i temi principali della decorazione della Grotta.

Foto Andrea Concordia | Courtesy Istituto Autonomo Villa d’Este Villa Adriana


