Il Musée de la Chartreuse di Douai nasconde un’opera di Lavinia Fontana?

Un dipinto conservato in un museo provinciale nel nord della Francia è stato recentemente riattribuito alla pittrice rinascimentale italiana

Il Ritratto di un gentiluomo, sua figlia e una serva, conservata dal Musée de la Chartreuse di Douai nella Francia settentrionale dal 1857, è stato recentemente riesaminato ed attribuito a Lavinia Fontana, tra le più importanti artiste del Rinascimento italiano. Ad accreditare la nuova ipotesi, Philippe Costamagna, storica dell’arte specializzata in arte fiorentina e romana: in precedenza infatti, il quadro era stato attribuito al pittore fiammingo rinascimentale Pieter Pourbus, vissuto in pieno cinquecento.

L’opera raffigura un padre vestito con un elegante abito nero con colletto plissettato, rappresentato seduto su una poltrona accanto alla figlia vestita in modo simile, che gli sta porgendo una manciata di fiori; subito dietro di loro c’è una cameriera che depone un cesto di frutta. Come specificato da Costamagna, «è un dipinto italiano, bolognese nello spirito dalla A alla Z. Tutto lo ricorda: la bambina con i fiorellini, i tratti sul colletto e sulla manica».

Lavinia Fontana è considerata nella storia dell’arte occidentale la prima donna artista professionista. La sua formazione come pittrice sembra essere stata una questione di necessità economica. Il padre Prospero, artista manierista, era malato e vedeva la figlia minore come «una prospettiva per mandare avanti la famiglia». Il matrimonio combinato con Gian Paolo Zappi fu adeguatamente anticonvenzionale e le permise di perseguire una carriera artistica. La sua ascesa coincise con un periodo in cui le donne bolognesi ebbero maggiori opportunità di partecipare alla vita pubblica, anche come mecenati di organizzazioni benefiche e artistiche.

La vera fama fu quella come ritrattista, distinguendosi soprattutto per l’accuratezza dei particolari, come abbigliamento e acconciature, nelle figure femminili. Ma, a differenza di altri artisti, Lavinia non fu monocorde e nella sua opera si incontrano spesso anche soggetti mitologici, biblici e sacri. Le prime commesse pubbliche che ottenne furono, nel 1584 la Madonna Assunta di Ponte Santo e i santi Cassiano e Pier Crisologo e un dipinto dell’Assunzione della Vergine per una chiesa bolognese.



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