Futurismo in TV. Il documentario di Guido Talarico arriva su RAI 3

Venerdì 21 marzo alle 16.15 su Rai 3 in onda l'ultimo documentario di Talarico, dedicato a uno dei movimenti che ha segnato la storia culturale del '900

Dal titolo Il Tempo del Futurismo – La bellezza esiste solo nella lotta (prodotto da Obiettivo Immagine in collaborazione con Rai Documentari) l’ultimo documentario scritto e diretto da Guido Talarico, editore e direttore di Inside Art, dedicato al movimento culturale italiano andrà in onda su Rai 3, il 21 marzo alle 16.15. In occasione della più grande mostra mai realizzata sul Futurismo alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma e prorogata fino al 27 aprile, il lungometraggio racconta la rivoluzione estetica e sociale di un movimento che ha indelebilmente segnato il XX secolo.

Attraverso immagini inedite e testimonianze della Direttrice della GNAM Renata Cristina Mazzantini e del curatore dell’esposizione Gabriele Simongini, il film di Talarico è una vera e propria documentazione visiva che esplora le radici, i principi e l’eredità futurista, così come concepito da Tommaso Filippo Marinetti nel manifesto fondativo del movimento nel 1909. Lo stesso titolo del documentario – La bellezza esiste solo nella lotta – allude al paragrafo 7 del manifesto pubblicato su Le Figaro ed è un’affermazione poetica sul disimpegno dal torpore della rassegnazione e da altri atteggiamenti di passività criticati dallo stesso Marinetti.

Offrendo una lettura originale del movimento e mettendone in luce l’impatto duraturo sull’arte moderna e contemporanea con un’accurata selezione di opere, manifesti storici e filmati d’epoca, il film ricostruisce il contesto in cui il Futurismo è emerso, rivelando il suo ruolo nell’influenzare le tendenze artistiche e culturali del secolo scorso e la sua continua presenza nel panorama creativo odierno. 

Il progetto audiovisivo rappresenta dunque non solo un tributo a una delle avanguardie più audaci della storia dell’arte, ma anche una straordinaria occasione di divulgazione culturale, che permette al grande pubblico di esplorare le oltre 600 opere presenti in mostra all’interno dell’istituzione romana, dove lo scorso 28 febbraio è stato proiettato in anteprima esclusiva. Proprio in quell’occasione, il regista ha ricordato che «il Futurismo è stato uno dei più grandi movimenti culturali del Novecento. I grandi movimenti sono quelli che lasciano una traccia: spero di essere riuscito a raccontarne l’attualità».