Dietro le quinte del Futurismo. Presentato alla GNAM il documentario di Guido Talarico

Grande successo per la proiezione in anteprima de "Il Tempo del Futurismo", il film presentato dalla direttrice Mazzantini che ripercorre la storia del movimento fino alla mostra alla GNAM

La rivoluzione del Futurismo arriva sul grande e piccolo schermo e ad accogliere in anteprima il rumore del suo impeto è stato il pubblico della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. In una serata di grande successo, proprio nel museo romano che ospita la più grande mostra mai dedicata al movimento è stato infatti presentato in esclusiva Il Tempo del Futurismo – La bellezza esiste solo nella lotta, il documentario scritto e diretto da Guido Talarico che racconta il segno indelebile lasciato dall’avanguardia nella cultura e nell’estetica del Novecento e girato in occasione dell’esposizione alla GNAM, di cui costituisce la conclusione.

Alla proiezione del film, prodotto da Obiettivo Immagine in collaborazione con Rai Documentari, hanno preso parte, accanto al regista e alla direttrice del museo Renata Cristina Mazzantini, anche il direttore di Rai Documentari Fabrizio Zappi e il produttore Enrico Maccari. Presenti in sala anche Francesca Barbi Marinetti, Raffaella Docimo, Guido Donati, Ines Musumeci Greco, Gabriele Simongini, Corrado Veneziano.

Un grande evento alla GNAM

Ad aprire la serata è stata la direttrice Mazzantini. «La proiezione di questo documentario è la conclusione del grande racconto che abbiamo voluto fare con la mostra sul Futurismo, che pure il documentario racconta: è un qualcosa in più per questo progetto culturale», ha affermato. E poi, parlando della mostra, ha ricordato come l’esposizione abbia registrato un grande successo di pubblico: ben 100 mila visitatori.

Presente anche Fabrizio Zappi, il direttore di Rai Documentari: «il film diretto da Guido Talarico si iscrive in maniera naturale nella nostra linea editoriale, che intende contribuire alla divulgazione della storia culturale del nostro Paese». Riferendosi al grande pubblico in attesa di guardare il documentario, Zappi ha affermato: «l’interesse così diffuso per queste opere divulgative mi emoziona. Ciò che la direttrice Mazzantini afferma a proposito del museo, inteso come medium per trasmettere la cultura tra le generazioni, credo valga anche per il documentario: penso che la televisione quando affrontata con capacità, riesce a essere ancora portatrice di valori e contenuti senza pari». Riferendosi invece al film in proiezione, ha affermato: «Guido Talarico è riuscito a offrire una narrazione così efficace ed espressiva del Futurismo al punto da richiamare le forme del movimento stesso».

Ringraziamenti alla GNAM e a Guido Talarico anche dal produttore Enrico Maccari, che ha sottolineato l’importanza di questo prodotto nel racconto del Futurismo, mentre ad aprire la proiezione è stato Guido Talarico. Anche dal regista sono arrivati i ringraziamenti al museo romano: «da quando Cristina Mazzantini ha preso la direzione di questo museo le cose sono cambiate e questa mostra ne è l’esempio. Il fatto di aver potuto partecipare a questo progetto in una Galleria Nazionale tornata grande è stato molto importante». E prima di lasciare il posto al film, ha concluso: «il Futurismo è stato uno dei più grandi movimenti culturali del Novecento. I grandi movimenti sono quelli che lasciano una traccia: spero di essere riuscito a raccontarne l’attualità».

Il Tempo del Futurismo: un racconto immersivo

Il documentario offre agli spettatori un’immersione profonda e affascinante nel cuore del movimento futurista. Attraverso immagini e testimonianze esclusive, come quella rilasciata dai protagonisti della mostra romana, come la direttrice della GNAM Renata Cristina Mazzantini e il curatore Gabriele Simongini, ma anche attraverso le parole della curatrice Francesca Barbi Marinetti – nipote del caposcuola – e l’artista Lorenzo Marini, Il Tempo del Futurismo esplora le radici, i principi e l’eredità del movimento, come concepito da Filippo Tommaso Marinetti nel suo manifesto del 1909. La frase iconica “La bellezza esiste solo nella lotta” rappresenta il nucleo di una visione radicale che ha trasformato l’arte, la letteratura, la musica e persino la scienza, esaltando la velocità, la tecnologia e la dinamicità del moderno.

Offrendo una lettura originale del movimento e mettendone in luce l’impatto duraturo sull’arte moderna e contemporanea con un’accurata selezione di opere, manifesti storici e filmati d’epoca, il film ricostruisce il contesto in cui il Futurismo è emerso, rivelando il suo ruolo nell’influenzare le tendenze artistiche e culturali del secolo scorso e la sua continua presenza nel panorama creativo odierno. Ma Il Tempo del Futurismo rappresenta anche un tributo a una delle avanguardie più audaci della storia dell’arte, oltre che una straordinaria occasione di divulgazione culturale. Il documentario permette infatti al grande pubblico di esplorare le oltre 600 opere presenti nella mostra romana e di comprendere meglio le radici e l’evoluzione di un movimento che ha sfidato le convenzioni e ha contribuito a ridefinire il nostro sguardo sulla modernità.

L’anteprima è stata anche l’occasione per ricordare che la mostra della GNAM sul Futurismo, visto il successo di pubblico, è stata prorogata fino al 27 aprile 2025. Il documentario Il Tempo del Futurismo – La bellezza esiste solo nella lotta andrà in onda il 21 marzo 2025 e sarà disponibile su Raiplay.

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