Il passato fa paura. Rimosso il murale Black Lives Matter

Un cumulo di macerie: questa la fine del murale di Washington, simbolo delle proteste del 2020 contro l'omicidio di George Floyd

I piani per rimuovere il murale Black Lives Matter, sulla storica 16th Street a Washington e proprio di fronte alla Casa Bianca, sono stati annunciati dalla sindaca Muriel Bowser – la stessa che in un comunicato stampo del 2021 ha presentato la piazza come “monumento permanente” – che ha dichiarato che la rimozione faceva parte di un piano prestabilito, senza specificare se la scelta sia stata presa in risposta a pressioni dirette da parte del Congresso.

L’inaspettata decisione però è non a caso arrivato poco dopo che il rappresentante Andrew Clyde, un repubblicano della Georgia, ha presentato una legge che minacciava di trattenere milioni di dollari di fondi federali dalla città di Washington a meno che il murale non fosse stato rimosso e la piazza non fosse stata rinominata. Immediata la comunicazione di Donald Trump, che non ha esitato a condividere su Truth un video che ne documenta la rimozione.

Il luogo sarà ridisegnato nell’ambito di un progetto di murales diffuso in tutta la città, in occasione delle celebrazioni per il 250° anniversario della fondazione degli Stati Uniti. E così, lo scorso lunedì, un camion pieno di barriere stradali era in cima al murale, insieme a file di coni arancioni e nastro giallo. Il rumore di un martello pneumatico che perforava la strada echeggiava nel centro come in qualsiasi altro progetto di riparazione stradale.

Black Lives Matter, l’attacco a un simbolo collettivo

L’opera era stata realizzata a seguito alle proteste nazionali contro l’omicidio di George Floyd il 25 maggio 2020 nella città di Minneapolis, poco dopo che gli US Park Police e la National Guard avevano disperso i manifestanti con gas lacrimogeni e granate fumogene nei pressi della Casa Bianca. La notizia aveva fatto il giro del mondo dando così nuova linfa a quel movimento nato poco dopo.

La scritta, estesa su due isolati della 16th Street nord-ovest, aveva trasformato l’area in una zona pedonale nota come Black Lives Matter Plaza e che ora verrà rinominata. Il passato continua ad essere rimosso, perchè scomodo, sconveniente, troppo vicino al simbolo di potere a strisce rosse, immagine dell’America che Trump sta cercando di ridisegnare. Il murale di Washington ha lasciato un’impronta di protesta in un luogo in cui vivevano, lavoravano e si spostavano persone potenti. E ora più nulla.