Giovedì 20 febbraio alle ore 17.00 all’interno della Veranda Parolibera, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma celebra l’anniversario della pubblicazione del Manifesto del Futurismo su Le Figaro nel 1909, con l’attore Marco Prosperini, della Compagnia Teatrale TDO, che interpreta il geniale inventore del Futurismo, Filippo Tommaso Marinetti in SPARIAMO! (da ogni luogo mefitico di mediocrità). A condurre l’intervista, la nipote dell’artista, Francesca Barbi Marinetti. Con la collaborazione di Corrado Veneziano, la curatrice e critica d’arte, scrive un testo in cui elementi intimi e umani, intellettuali e artistici, pubblici e istituzionali, raccontano un periodo storico particolarmente complesso e sfaccettato.

Ad essere ripercorsi, gli anni dell’infanzia di una delle figure di riferimento della prima metà del ‘900, dal trasferimento a Parigi, dove s’innestano i legami con la cultura francese ed europea, quindi l’arrivo in Italia e il consolidamento del movimento come avanguardia culturale. Non vengono tralasciati i complessi rapporti con la politica, che durano fino alla morte del polifonista. Tra pagine biografiche, artistiche e storiche, l’intervista tocca molteplici corde psicologiche di Marinetti, attraverso domande anche insidiose e provocatorie. La regia di Corrado Veneziano gioca con l’orchestrazione fonica, arricchendo la recitazione con sovrapposizioni di voci, giochi verbali e intonativi e musiche curate da Oscar Bonelli.
20 febbraio 1909, 116 anni dal manifesto futurista
Il Manifesto del Futurismo pubblicato in francese su Le Figaro il 20 febbraio 1909 con il titolo Le Futurisme, era stato inviato in forma di volantino a vari intellettuali e scrittori italiani e già pubblicato il 5 febbraio sulla Gazzetta dell’Emilia, in cui emerge chiara l’intenzione di voler plasmare, distruggere e rifondare, una nuova concezione della vita e dell’arte. L’espansione delle attività industriali crea, secondo i futuristi, l’urgenza di rifondare alcuni modelli estetici sulle nuove percezioni e concezioni dell’esistenza e di ripensare a nuove modalità di linguaggio per le generazioni future, destinate a vivere in un’epoca caratterizzata da una profonda rottura con i valori del passato.

Tra i primi futuristi, Paolo Buzzi, Aldo Palazzeschi, Enrico Cavacchioli, Corrado Govoni, Libero Altomare, Folgore, Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Luigi Russolo, Giacomo Balla, Gino Severini e naturalmente Filippo Tommaso Marinetti, l’ispiratore, fondatore e finanziatore di tutta l’impresa, arriveranno poi a proporre nuove concezioni alla base della pittura (Manifesto dei Pittori futuristi, 1910), della musica (Manifesto dei Musicisti futuristi, 1911); della drammaturgia (Manifesto dei drammaturghi futuristi, 1911), della scrittura (Manifesto tecnico della letteratura futurista, 1912 e Distruzione della sintassi. L’immaginazione senza fili e le Parole in libertà, 1913), dell’architettura (Manifesto dell’architettura futurista, 1914) e di tanti altri ambiti, a partire dalle posizioni generali già dichiarate nel manifesto fondativo.


