Sarà all’insegna di un “Nuovo Rinascimento” il programma di ristrutturazione del Museo del Louvre di Parigi. Lo ha annunciato nella giornata di martedì 28 gennaio lo stesso Emmanuel Macron. Questo piano viene considerato come il probabile ultimo grande progetto del presidente francese in quanto nel 2027 scadrà il suo mandato e non avrà più la possibilità di ricandidarsi.
Macron ha spiegato che da tempo si stava lavorando al piano di ristrutturazione, ma l’annuncio di ieri non è casuale: circa una settimana prima è stata pubblicata sul quotidiano francese Le Parisien una lettera riservata di Laurence des Car, direttrice del museo, diretta alla ministra della Cultura Rachida Dati dove venivano elencate una lunga lista di gravi problematiche che accusava il museo, sia dal punto di vista logistico che strutturale. Il progetto annunciato da Emmanuel Macron si accorda a quello che la direttrice del museo ha dichiarato essere urgente e necessario. L’edificio, infatti, sotto diversi aspetti non soddisfa gli standard sufficienti ed è carente sotto molti punti di vista.

La Gioconda verrà spostata
Ad oggi la Gioconda rappresenta probabilmente una delle principali attrazioni del museo. All’interno della lettera la direttrice des Cars aveva scritto che l’esposizione della Gioconda dovesse essere ripensata in quanto attorno al dipinto si viene a creare un sovraffollamento per le circa 20mila persone al giorno che si mettono in fila nella sala per vedere il dipinto da vicino. Un sovrannumero che caricava, non solo la sala in cui è esposta attualmente, ma anche nel corridoio della Grande Galerie, dedicato alla pittura italiana, che bisogna attraversare per arrivarci.
È così che si è deciso di spostare il celebre quadro di Leonardo Da Vinci dalla Salle des Etats in una stanza più isolata e, soprattutto, dotata di un ingresso autonomo. Inoltre, per accedervi, sarà necessario un biglietto separato. Da questa decisione sono scaturite diverse critiche: da un lato questa decisione potrebbe risolvere diversi problemi come la gestione delle persone e il miglioramento della qualità della visita nelle altre sale; dall’altro non farà che accentuare l’aura di “oggetto di culto” che la Gioconda ha assunto negli anni, trasformandola in maniera definitiva in un feticcio.

Il nuovo grande ingresso
La gestione degli ingressi era uno dei problemi principali nella lettera della direttrice. Ad oggi si accede prevalentemente dalla piramide di vetro situata al centro del cortile. Questa è stata definita obsoleta, sia per quanto riguarda il numero di persone che riesce a contenere, sia per l’effetto serra che si crea che è causa di disagi per i visitatori e i dipendenti. Macron ha quindi annunciato la creazione di un nuovo grande ingresso che sarà aperto nella parte est dell’edificio verso Rue de l’Amiral de Coligny. I lavori partiranno alla fine del 2025 per essere inaugurato entro la fine del 2031.
Un’area sotterranea per l’accoglienza
L’esperienza di vista del Museo è stata definita da des Cars “una prova fisica” in quanto il tempo di accesso alle opere non è semplice e che non sono presenti luoghi dove riposare. Inoltre, sia i servizi igienici che quelli di ristorazione non soddisfano gli standard internazionali. Verrà quindi creata una nuova area sotterranea in corrispondenza di uno dei cortili principali del Museo, la Cour Carréè, dove si troveranno spazi di accoglienza al pubblico, spazi pedagogici, aree dedicate al personale, oltre a nuovi spazi espositivi (come quello della nuova sala della Gioconda).

Lavori di rinnovamento necessari
I diversi problemi strutturali richiedono interventi urgenti. Spesso le infiltrazioni d’acqua hanno portato alla chiusura di alcuni spazi del museo e alla rimozione temporanea delle opere. L’ormai antico sistema di tubature è instabile e inaffidabile: più volte, a causa dello scoppio di un tubo ha portato all’allagamento di alcune sale; mentre il mantenimento della temperatura costante risulta complicato a causa di problemi all’isolamento termico dell’edificio (problema estremamente grave soprattutto legato alla corretta conservazione delle opere).
Anche le condizioni di lavoro sollevate dal personale saranno prese in considerazione come la mancanza di riscaldamento o aria condizionata negli uffici. Altro problema è causato dall’eccessivo numero di visitatori che deve essere gestito da un personale ridotto a causa della continua diminuzione dei dipendenti a tempo pieno, cosa che comporta talvolta la chiusura di stanze che non possono essere controllate.
I finanziamenti del progetto
Come accadde per la ricostruzione di Notre-Dame a seguito dell’incendio, il progetto si baserà sulle sovvenzioni statali previste, sugli introiti del museo e su donazioni private. Questo anche perché lo Stato francese non si può permettere spese aggiuntive per la mancata approvazione della legge di bilancio per il 2025. Anche per questo il biglietto del museo verrà sottoposto ad un ulteriore aumento di prezzo: nel 2024 era passato da 17 a 22 euro. Dal 1° gennaio del 2026 questo verrà alzato per i turisti provenienti da paesi non membri dell’Unione Europea (rimarrà però gratuito, come previsto dalla legge francese, per chiunque abbia meno di 26 anni).


