L’intricata vicenda della piccola statua in bronzo del Bernini si è finalmente conclusa: misteriosamente sparito, il bronzo era stato ritrovato nel novembre 2021 in una casa d’aste di Barcellona e solo qualche giorno fa è ritornato a Madrid. La figura, alta 26 centimetri per 24 di larghezza, rappresenta l’iconografia del grande fiume dell’India ed è ora visibile all’interno del complesso della Fontana dei Quattro Fiumi, nel pavimento dedicato agli Austriaci, all’interno della Galleria delle Collezioni Reali di Madrid.

Il viaggio rocambolesco di quest’opera è probabilmente iniziato verso la fine del XIX secolo: a partire da qui nei registri d’archivio disponibili spariscono gli elementi che vi fanno riferimento. Secondo fonti storiche e archivistiche, il complesso dei Quattro Fiumi viene menzionato per la prima volta nella descrizione che Cosimo de’ Medici fece in occasione del lungo viaggio del 1668, che tra Portogallo, Francia, Inghilterra e Paesi Bassi, lo portò anche in Spagna. Nel 1734, un terribile incendio distrusse l’Alcazar di Madrid, provocando il deterioramento della struttura: tuttavia, fino al 1875 la documentazione descriveva la fontana come completa, con le sue quattro figure, ma nel 1950 diverse fotografie documentarie mostrano la fontana senza le sue sculture.

La restituzione è stata poi resa possibile grazie ai tecnici del Patrimonio Nazionale – che seguono regolarmente i pezzi che vengono messi all’asta: solo successivamente è iniziato un processo in cui la vendita è stata interrotta per ordine del tribunale e il Ministero della Cultura spagnolo ha dichiarato la statuetta “inesportabile” affinché il PN potesse recuperarla. Il Gange è dunque tornato alla sua sorgente, ma la storia può continuare, si spera, per il meglio, poichè sono ancora smarrite le raffigurazioni degli altri tre fiumi presenti nella scultura originale (Nilo, Río de la Plata e Danubio).
Bernini, il soggetto iconografico della Fontana dei Quattro Fiumi
Sebbene ci siano pareri diversi tra gli storici dell’arte, un modellino della celebre Fontana dei Quattro Fiumi è stata realizzata da Gian Lorenzo Bernini probabilmente come regalo diplomatico per il monarca Filippo IV, su incarico del papa Innocenzo X Pamphilj (lo stesso, per intenderci, che è stato ritratto da Velazquez) nel 1650 e conservato alla Galleria Doria Pamphilj di Roma. Come tutti sanno, sempre nella Capitale, a due passi da Piazza Sant’Apollinare troviamo la maestosa fontana sempre realizzata dal Bernini tra luglio 1648 e giugno 1651.



Il gruppo marmoreo posto al centro di Piazza Navona è caratterizzato dalla presenza di quattro giganti, appoggiati ai lati di uno scoglio in travertino, allegorie (per le conoscenze dell’epoca) dei quattro fiumi più grandi della terra: il Nilo, il Gange, il Danubio ed il Rio de la Plata. Nella realizzazione del Bernini, ognuna di queste figure si caratterizza per un particolare iconografico diverso: il Danubio è rappresentato nell’atto di indicare lo stemma della famiglia Pamphilj; il Nilo è un gigante che si copre il volto con un velo, facendo così riferimento alle sue origini sconosciute fino alla fine del XIX secolo, il Rio de la Plata tiene in mano un sacco traboccante di monete d’argento, simbolo dell’incredibile colore delle sue acque e il Gange ha tra le mani un remo, trattandosi di un fiume estremamente navigabile.


