Le città (in)visibili: il capolavoro di Calvino ha una storia figurativa

Dalle sculture di Melotti che hanno ispirato le "città sottili" agli acquerelli di Pedro Cano, fino al nuovo libro illustrato di Dave McKean. Ecco una storia visiva de "Le città invisibili"

Quella de Le città invisibili è una storia, oltre che visionaria, soprattutto visiva. E non solo perché all’unica veramente invisibile, Bauci, quella su cui il libro converge, si accosta una serie multiforme di città immaginate che ha ispirato molte opere d’arte, ma anche perché proprio nelle arti visive risiedono i presupposti di queste entità. Lo si è visto con l’efficacia delle mostre “letterarie” dedicate al loro autore, con un immaginario che si presta particolarmente a questa forma divulgativa. Ora è uscito un nuovo libro illustrato che coglie l’essenza de Le città invisibili: è l’ultima tappa di un lungo percorso figurativo, nel quale le città immaginate da Calvino trovano la loro origine, oltre che nuove modalità per essere raccontate.

Da Fausto Melotti a Enrico Baj: una storia figurativa

Apprendere da Melotti che l’infinito s’avvolge su stesso a spirale autorizza d’altronde a una certa confidenza con lo spazio e col tempo”. Così scriveva Italo Calvino ne I segni alti del 1971, a proposito dello scultore che ha ispirato molto del suo immaginario. Che Italo Calvino e Fausto Melotti fossero legati da una profonda amicizia è infatti noto – è stato anche fil rouge di una mostra senese del 2024 – come pure che le sculture astratte del secondo fossero state importanti per la scrittura della serie delle “città sottili”, la più “leggera” de Le città invisibili.

Accanto all’immaginario della leggerezza, per il quale Melotti è stato determinante, l’elemento visionario dell’opera di Calvino è stato colto da numerosi artisti visivi. Pedro Cano, ad esempio, ha tentato una rappresentazione delle città che, per definizione, dovrebbero essere irrappresentabili, con la forma dell’acquerello. O ancora Enrico Baj, con la sua scacchiera, ricorda il dilemma che il Kublai Kan consegna a Marco Polo.

Un nuovo libro illustrato firmato da Dave McKean

La storia visiva del testo calviniano non si ferma. È infatti un’edizione da collezione quella che la casa editrice britannica “The Folio Society”, specializzata in edizioni di lusso, ha realizzato de Le città invisibili. In lingua inglese, il libro curato nel design e illustrato da Dave McKean, disegnatore che conta tra i suoi lavori le collaborazioni con Neil Gaiman e il fumetto Batman: Arkham Asylum. Realizzata con l’obiettivo di offrire ai lettori un’occasione per avvicinarsi a un classico della letteratura, l’edizione presenta illustrazioni sulla prima e la quarta di copertina e sui frontespizi, ma anche altre dieci a tutta pagina e ventisette che accompagnano il testo. In più, è firmato da McKean anche il design del cofanetto che racchiude il libro.

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