Michelangelo Pistoletto reinterpreta la Natività di Caravaggio

In occasione della XV edizione di Next, è Pistoletto l'artista scelto per commemorare il capolavoro caravaggesco, in un antico perpetuo che rinasce nel contemporaneo

Come un vero e proprio ponte tra memoria e rinascita, il progetto Next nasce nel 2010 da un’idea di Bernardo Tortorici di Raffadali, Presidente dell’Associazione Amici dei Musei Siciliani. L’intento della rassegna è quello di rievocare attraverso l’arte contemporanea, una delle ferite più profonde del patrimonio culturale mondiale: il furto della Natività con i Santi Francesco e Lorenzo, inspiegabilmente trafugata nella notte tra il 17 e il 18 ottobre 1969 all’oratorio San Lorenzo di Palermo. Francesco De Grandi, Francesco Simeti, Emilio Isgrò e Vanessa Beecroft sono solo alcune delle grandi personalità che in questi anni hanno provato ad esorcizzare una delle perdite più tristi e misteriose della storia dell’arte, trasformando il tragico evento in opportunità di rinascita creativa e riflessione.

Per questa XV edizione, la scelta è ricaduta su Michelangelo Pistoletto che ha dichiarato come «mantenendo una parte dell’antico dipinto, l’Angelo che scende dal cielo porta l’Annunciazione del Terzo Paradiso come simbolo di un equilibrio possibile tra natura e artificio. Questa visione invita a una responsabilità collettiva, trasformando il conflitto in un nuovo orizzonte di civiltà, dove la creazione prevale sulla distruzione». Come infatti prevedono le regole della rassegna – mantenere le dimensioni del quadro originale (268×197 cm) e rappresentare il medesimo soggetto – il maestro dell’Arte Povera ha reinterpretato l’opera sotto forma di uno dei suoi celebri quadri specchianti.

La grande superficie riflettente rievoca l’iconografia del capolavoro caravaggesco, riproponendone l’angelo. Tuttavia, il cartiglio dell’angelo è sostituito dal simbolo del Terzo Paradiso, una riconfigurazione del segno matematico dell’infinito, che rappresenta l’equilibrio tra natura e artificio, nonché una speranza per una nuova umanità. L’opera è stata svelata alla mezzanotte del 24 dicembre e resterà esposta sull’altare dell’oratorio fino all’8 gennaio 2025. Successivamente, troverà collocazione nell’anti-oratorio fino al 17 ottobre 2025, in occasione dell’anniversario del tragico furto.

La storia dello straordinario dipinto svanito nel nulla

Da oltre cinquant’anni molti si chiedono che fine abbia fatto la Natività dipinta da Caravaggio, rubata in una notte piovosa di metà ottobre 1969 dall’Oratorio di San Lorenzo di Palermo. Da allora è iniziata un’indagine che ancora prosegue, pur non avendo mai dato risultati concreti.

Secondo gli ultimi studi, la tela è molto probabilmente riferibile alla produzione del periodo romano di Caravaggio, all’inizio del ‘600. Michelangelo Merisi, attraverso un notturno toccante e coinvolgente, racconta la nascita di Cristo, con una giovanissima Maria che osserva la nascita del figlio. Assai singolare è la rappresentazione di Giuseppe, giovanile nella muscolatura, a differenza della sua tradizionale iconografia che lo vede come uomo più anziano. Alle sue spalle, San Francesco ed un altro uomo con cappello; a sinistra San Lorenzo, con abiti liturgici, chinato in adorazione. Dall’alto scende un angelo che indica il cielo, con una luce soffusa che ne esalta il gesto.


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