Il potere sociale dell’arte impegnata di Dina Saadi

Da vecchie banconote a piscine abbandonate, le opere di Saadi danno nuova vita a oggetti e spazi per far riflettere sulla società

courtesy immagine Daniele Tozzi

Dina è colore.
Dina è emozioni positive.
Dina è un messaggio in ogni sua opera.

Dina condivide la sua vita personale e i suoi sentimenti in ogni opera, da una piccola banconota o una mappa, fino ai grandi murales realizzati in giro per tutto il mondo.

La galleria romana Rosso20Sette Arte Contemporanea ha introdotto la sua arte in Italia attraverso una serie di mostre che ho avuto il grande piacere di curare. Ho avuto così  l’opportunità non solo di seguire il processo creativo delle opere realizzate per le mostre, ma anche di ascoltare dalla sua viva voce  le spiegazioni dei messaggi che voleva trasmettere e proprio queste oggi condivido con voi,  voi a dimostrazione di come l’arte possa essere realmente partecipativa, coinvolgendo una varietà di persone di età, cultura e professione diverse, provenienti da tutto il mondo.

The 500 Syrian Liras Banknote, 2020

Dina mi ha raccontato che alla base di una serie di opere, ci sono le risate di lei e sua madre.  Quando era una bambina, in Siria, sua madre le dava una banconota da 500 lire siriane per fare la spesa e le raccomandava sempre di portare il resto,. . Con solo la metà di quelle 500 lire, Dina poteva comprare molti generi alimentari e riceveva un sacco di monetine, che- per non perderle –  metteva in un posto così sicuro che dimenticava regolarmente subito dopo.  Sua mamma ovviamente la rimproverava e lei passava ore a cercare quei soldi e quando finalmente li trovava  Dina e sua madre si facevano una grande risata insieme!

Shrinking Palestine, 2021

Nel 2020 Dina dipinge una delle 500 lire siriane della sua infanzia, che ora vale meno di 20 centesimi di dollaro per iperinflazione derivante dalla guerra nunita alle sanzioni imposte dagli Stati Uniti, e che fa vivere oltre l’80% delle famiglie in Siria  ora al di sotto della soglia di povertà. Dipingendo la banconota, Dina invita tutti noi a sostenere i Siriani e le Siriane, attraverso la diffusione delle notizie sulle condizioni della popolazione e soprattutto facendo donazioni.  

“Shrinking Palestine” è un ritratto realizzato su carta geografica di Diala, una giovane amica palestinese di Dina che non ha mai avuto l’opportunità di visitare la sua città natale né tanto meno di vedere l’albero di limoni piantato da sua nonna nel loro giardino. Le parti in rosso all’interno del ritratto raffigurano quelle regioni in cui vivevano i palestinesi prima (dei tragici eventi ) della “Nakba”  (i.e. la catastrofe in arabo) del 1948, noti come “La Nakba”. Dice Dina: “Come esseri umani, condividiamo tutti gli stessi bisogni, aspirazioni e sogni essenziali nella vita. Ma non tutti godiamo di un accesso equivalente a questi diritti fondamentali. Riconoscere questa realtà fondamentale rappresenta il primo passo verso un futuro più equo e sicuro per tutti”.

DXB-LAX, 2021

Quest’opera d’arte è composta da due parti, in alto  la carta d’imbarco utilizzata da Dina per volare da Dubai a Los Angeles nel 2019, in basso un fotogramma vuoto: la carta d’imbarco che avrebbe dovuto esserci non è mai stata emessa. Perché? Durante l’amministrazione Trump è stato decretato un “Muslim Ban” e la la Siria è  uno dei paesi in lista. Dina ha  anche un passaporto russo da parte di madre, ma il suo compagno che  aveva solo un passaporto siriano, è automaticamente entrato nella “lista dei cattivi”, non essendo autorizzato a viaggiare negli Stati Uniti per quattro anni.

Dina sottolinea quanto sia “(…) assurdo come un piccolo documento cartaceo (pezzo di carta?)  possa aprire o chiudere opportunità , facendo così rientrare  una persona nella lista delle “persone desiderate” o in quella dei “non graditi”.

Hidden in Darkness è un suggestivo ritratto in bianco e nero di Gail, interpretata da Rosario Dawson nel film “Sin City”, cheesplora i temi della corruzione, del caos e dell’impunità di cui godono coloro che sono al potere, traendo ispirazione dal mondo moralmente ambiguo di “Sin City”.

Alla luce del giorno, il ritratto di Gail appare su uno sfondo nero, con il fumo della sua sigaretta che si trasforma in un paesaggio urbano in rovina, a simboleggiare il decadimento causato da individui corrotti che tutto manipolano (e distruggono) stando dietro le quinte. Se la tela viene illuminata con una torcia UV, inizia a piovere su Sin City e si manifesta il caos nascosto che inghiotte la società. Questa tempesta mette in luce la portata nascosta dei crimini commessi da chi è al potere, sottolineando come le relative azioni rimangano spesso mascherate da una patina di “normalità”.

Hidden in Darkness, 2022

Dina considera “Hidden in Darkness” una sua opera “particolarmente rilevante in considerazione dello attuale status del mondo e il caos odierno, sfidando tutti noi a confrontarci con l’illusione dell’ordine mantenuto da figure corrotte ed evidenziando le conseguenze distruttive delle loro azioni”.

Questi sono solo alcuni esempi delle opere di Dina, che potrete vedere a Roma a novembre … ma non anticipo nulla per il momento.

Nel frattempo, Dina la scorsa settimana era a Parigi per realizzare un murales all’interno del Molitor, la storica piscina aperta  dal 1929 al 1989, un periodo di sessant’anni in cui i parigini potevano nuotare d’estate e pattinare sul ghiaccio d’inverno, mentre nei vent’anni successivi, dopo essere stata chiusa e completamente abbandonata dalla Città di Parigi, è diventata un vero e proprio tempio della cultura underground,  ospitando performance di pittura urbana dei più grandi street artist francesi e internazionali. Tutto questo  ha richiamato l’interesse della Città di Parigi su Molitor, che nel 2014 è rinato come piscina, hotel, ristorante, spa, club sportivo e galleria d’arte. Una vera e propria dimostrazione dell’effetto magico dell’arte nel contribuire, per non dire provocare, rinascita e rigenerazione, come Dina continua a fare con le sue opere. Il muro di Molitor è una meditazione sulla natura sconfinata del mare, sulla sua capacità di guarire, ispirare e fornire, giustapposta alla sua capacità di contenere le nostre paure e i nostri ricordi più oscuri. Dina qui ci invita a contemplare l’intricato equilibrio di luci e ombre all’interno delle nostre vite, proprio come le maree in continua evoluzione. Ancora una volta un messaggio molto forte, essendo la sua ultima opera ispirata alla storia vera di una sua cara amica, che(qui io non capisco se si collega all’amica o all’opera)  ha descritto il suo rapporto mutevole con il mare dopo la migrazione siriana e la perdita di molte vite mentre cercava di attraversare il mare per raggiungere la salvezza: “con il passare del tempo, le profondità del mare hanno assunto una dualità, riflettendo sia la bellezza che il dolore, catturando questa complessa narrazione in cui il mare rispecchia gli alti e bassi dell’esperienza umana”, è il commento di Dina.

Dina Saadi è un’artista e muralista che attualmente vive a Dubai. Nata in Russia e cresciuta in Siria per laurearsi in belle arti, usa l’arte per esprimere la sua opinione, per esprimere le sue emozioni e per mostrare le sue idee. La sua arte raffigura la diversità degli spazi urbani; le caratteristiche della vita moderna; il fascino della fauna selvatica; la bellezza delle piante e il mistero degli elementi naturali. Dina ha lavorato con marchi come Apple, Instagram, Uber, Audi, Nike, Levi’s, Estée Lauder e molti altri. Dina ha partecipato a numerosi festival di street art e progetti globali, dipingendo murales in Medio Oriente, Europa, Stati Uniti, Asia e Africa. Spera di portare un cambiamento sociale attraverso la sua opera, per portare vivacità, trasformare gli spazi pubblici in gallerie e affrontare tutti insieme sfide globali.

dinasaadi.com

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