Una rubrica (p)artecipattiva che racconta di arte, artisti e sostenibilità
Dina è colore.
Dina è emozioni positive.
Dina è un messaggio in ogni sua opera.
Dina condivide la sua vita personale e i suoi sentimenti in ogni opera, da una piccola banconota o una mappa, fino ai grandi murales realizzati in giro per tutto il mondo.
La galleria romana Rosso20Sette Arte Contemporanea ha introdotto la sua arte in Italia attraverso una serie di mostre che ho avuto il grande piacere di curare. Ho avuto così l’opportunità non solo di seguire il processo creativo delle opere realizzate per le mostre, ma anche di ascoltare dalla sua viva voce le spiegazioni dei messaggi che voleva trasmettere e proprio queste oggi condivido con voi, voi a dimostrazione di come l’arte possa essere realmente partecipativa, coinvolgendo una varietà di persone di età, cultura e professione diverse, provenienti da tutto il mondo.

Dina mi ha raccontato che alla base di una serie di opere, ci sono le risate di lei e sua madre. Quando era una bambina, in Siria, sua madre le dava una banconota da 500 lire siriane per fare la spesa e le raccomandava sempre di portare il resto,. . Con solo la metà di quelle 500 lire, Dina poteva comprare molti generi alimentari e riceveva un sacco di monetine, che- per non perderle – metteva in un posto così sicuro che dimenticava regolarmente subito dopo. Sua mamma ovviamente la rimproverava e lei passava ore a cercare quei soldi e quando finalmente li trovava Dina e sua madre si facevano una grande risata insieme!

Nel 2020 Dina dipinge una delle 500 lire siriane della sua infanzia, che ora vale meno di 20 centesimi di dollaro per iperinflazione derivante dalla guerra nunita alle sanzioni imposte dagli Stati Uniti, e che fa vivere oltre l’80% delle famiglie in Siria ora al di sotto della soglia di povertà. Dipingendo la banconota, Dina invita tutti noi a sostenere i Siriani e le Siriane, attraverso la diffusione delle notizie sulle condizioni della popolazione e soprattutto facendo donazioni.
“Shrinking Palestine” è un ritratto realizzato su carta geografica di Diala, una giovane amica palestinese di Dina che non ha mai avuto l’opportunità di visitare la sua città natale né tanto meno di vedere l’albero di limoni piantato da sua nonna nel loro giardino. Le parti in rosso all’interno del ritratto raffigurano quelle regioni in cui vivevano i palestinesi prima (dei tragici eventi ) della “Nakba” (i.e. la catastrofe in arabo) del 1948, noti come “La Nakba”. Dice Dina: “Come esseri umani, condividiamo tutti gli stessi bisogni, aspirazioni e sogni essenziali nella vita. Ma non tutti godiamo di un accesso equivalente a questi diritti fondamentali. Riconoscere questa realtà fondamentale rappresenta il primo passo verso un futuro più equo e sicuro per tutti”.

Quest’opera d’arte è composta da due parti, in alto la carta d’imbarco utilizzata da Dina per volare da Dubai a Los Angeles nel 2019, in basso un fotogramma vuoto: la carta d’imbarco che avrebbe dovuto esserci non è mai stata emessa. Perché? Durante l’amministrazione Trump è stato decretato un “Muslim Ban” e la la Siria è uno dei paesi in lista. Dina ha anche un passaporto russo da parte di madre, ma il suo compagno che aveva solo un passaporto siriano, è automaticamente entrato nella “lista dei cattivi”, non essendo autorizzato a viaggiare negli Stati Uniti per quattro anni.
Dina sottolinea quanto sia “(…) assurdo come un piccolo documento cartaceo (pezzo di carta?) possa aprire o chiudere opportunità , facendo così rientrare una persona nella lista delle “persone desiderate” o in quella dei “non graditi”.
Hidden in Darkness è un suggestivo ritratto in bianco e nero di Gail, interpretata da Rosario Dawson nel film “Sin City”, cheesplora i temi della corruzione, del caos e dell’impunità di cui godono coloro che sono al potere, traendo ispirazione dal mondo moralmente ambiguo di “Sin City”.
Alla luce del giorno, il ritratto di Gail appare su uno sfondo nero, con il fumo della sua sigaretta che si trasforma in un paesaggio urbano in rovina, a simboleggiare il decadimento causato da individui corrotti che tutto manipolano (e distruggono) stando dietro le quinte. Se la tela viene illuminata con una torcia UV, inizia a piovere su Sin City e si manifesta il caos nascosto che inghiotte la società. Questa tempesta mette in luce la portata nascosta dei crimini commessi da chi è al potere, sottolineando come le relative azioni rimangano spesso mascherate da una patina di “normalità”.

Dina considera “Hidden in Darkness” una sua opera “particolarmente rilevante in considerazione dello attuale status del mondo e il caos odierno, sfidando tutti noi a confrontarci con l’illusione dell’ordine mantenuto da figure corrotte ed evidenziando le conseguenze distruttive delle loro azioni”.
Questi sono solo alcuni esempi delle opere di Dina, che potrete vedere a Roma a novembre … ma non anticipo nulla per il momento.
Nel frattempo, Dina la scorsa settimana era a Parigi per realizzare un murales all’interno del Molitor, la storica piscina aperta dal 1929 al 1989, un periodo di sessant’anni in cui i parigini potevano nuotare d’estate e pattinare sul ghiaccio d’inverno, mentre nei vent’anni successivi, dopo essere stata chiusa e completamente abbandonata dalla Città di Parigi, è diventata un vero e proprio tempio della cultura underground, ospitando performance di pittura urbana dei più grandi street artist francesi e internazionali. Tutto questo ha richiamato l’interesse della Città di Parigi su Molitor, che nel 2014 è rinato come piscina, hotel, ristorante, spa, club sportivo e galleria d’arte. Una vera e propria dimostrazione dell’effetto magico dell’arte nel contribuire, per non dire provocare, rinascita e rigenerazione, come Dina continua a fare con le sue opere. Il muro di Molitor è una meditazione sulla natura sconfinata del mare, sulla sua capacità di guarire, ispirare e fornire, giustapposta alla sua capacità di contenere le nostre paure e i nostri ricordi più oscuri. Dina qui ci invita a contemplare l’intricato equilibrio di luci e ombre all’interno delle nostre vite, proprio come le maree in continua evoluzione. Ancora una volta un messaggio molto forte, essendo la sua ultima opera ispirata alla storia vera di una sua cara amica, che(qui io non capisco se si collega all’amica o all’opera) ha descritto il suo rapporto mutevole con il mare dopo la migrazione siriana e la perdita di molte vite mentre cercava di attraversare il mare per raggiungere la salvezza: “con il passare del tempo, le profondità del mare hanno assunto una dualità, riflettendo sia la bellezza che il dolore, catturando questa complessa narrazione in cui il mare rispecchia gli alti e bassi dell’esperienza umana”, è il commento di Dina.
Dina Saadi è un’artista e muralista che attualmente vive a Dubai. Nata in Russia e cresciuta in Siria per laurearsi in belle arti, usa l’arte per esprimere la sua opinione, per esprimere le sue emozioni e per mostrare le sue idee. La sua arte raffigura la diversità degli spazi urbani; le caratteristiche della vita moderna; il fascino della fauna selvatica; la bellezza delle piante e il mistero degli elementi naturali. Dina ha lavorato con marchi come Apple, Instagram, Uber, Audi, Nike, Levi’s, Estée Lauder e molti altri. Dina ha partecipato a numerosi festival di street art e progetti globali, dipingendo murales in Medio Oriente, Europa, Stati Uniti, Asia e Africa. Spera di portare un cambiamento sociale attraverso la sua opera, per portare vivacità, trasformare gli spazi pubblici in gallerie e affrontare tutti insieme sfide globali.
* Edoardo Marcenaro lavora da venticinque anni come giurista di impresa in società multinazionali e ha come hobby l’arte moderna, contemporanea e post-contemporanea. È collezionista e curatore di mostre, essendosi negli ultimi anni concentrato su opere realizzate su banconote americane rigorosamente originali, dai dollari che Andy Warhol firmava alla fine delle sue feste alla Factory, fino ad arrivare ai dollari distribuiti da Edoardo a tutti i suoi amici artisti per trasformarli in opere d’arte

Dina is color.
Dina is positive emotions.
Dina is a message in each of her artworks.
Dina shares with all of us her personal life and feelings in each of her artworks, on a little banknote or a map, up to the great murales realized all around the world.
The Roman gallery Rosso20Sette Arte Contemporanea introduced her art in Italy through a series of exhibitions which I had the great pleasure to curate, having the opportunity not only to follow the creative process of each of her artworks realized for the exhibitions but also to receive from Dina clear explanations of the messages she intended to give, which now I hereby share with you as a demonstration of how art can be really participative involving a variety of people with different age, culture and profession, coming from all over the world.
When she was a little child in Syria, her mother trusted Dina with a 500 Syrian Liras to buy some groceries and pomegranates from the store, recommending her not to lose the banknote or any of the change. With only half of that 500 Liras, Dina could buy lots of groceries and got lots of change back, which she put it in a place so safe that she forgot it making her mom angry. Thus, she spent hours searching the money and when she eventually found it, Dina and her mother had a great laugh together about it!
In 2020 Dina paints one of the 500 Syrian Liras banknotes of her childhood, that now has a value of not even 20 US cents due to the hyperinflation, the toughest economic crisis caused by the war as well as the US Sanctions imposed by Trump on Syria. This means more than 80% of families in Syria are now below poverty line and struggling to even buy bread to feed their children.
Painting the banknote, Dina invites all of us to help by spreading the word and donating.
This artwork realized in 2021 is a portrait of Diala, a young Palestinian friend of Dina who has never had the opportunity to visit her hometown or see the lemon tree planted by her grandmother in their garden.
The sections within the portrait depict the regions where Palestinians once resided before the tragic events of 1948, known as “The Nakba.” (the catastrophe in Arabic).
As human beings, we all share the same essential needs, aspirations, and dreams in life. However, not everyone enjoys equivalent access to these fundamental rights. Acknowledging this fundamental reality represents the initial stride toward a more equal and safe future for all.
This artwork has two parts, the one on top is the boarding pass used by Dina to fly from Dubai to Los Angeles in 2019. And the second one is an empty frame. This is because the boarding pass that was supposed to be there was never issued. Why? Simply because during Trump’s administration, a “Muslim Ban” was issued and one of the countries on that list was Syria. Dina was lucky enough to have a Russian passport from her mother’s side, but her partner only had a Syrian passport which automatically put him on the “bad list” not being allowed to travel to US for four years.
It’s absurd how a little paper document can either open or shut doors of opportunities for us, can place us in a certain group whether we belong to it or not, and can determine if we’re on the “desired people” list or the “not welcome” one.
Hidden in Darkness is a striking black-and-white portrait of Gail, interpreted by Rosario Dawson in the film “Sin City.” This artwork explores themes of corruption, chaos, and the impunity enjoyed by those in power, drawing inspiration from the morally ambiguous world of “Sin City”.
In daylight, Gail’s portrait appears against a stark black background, with smoke from her cigarette morphing into a ruined cityscape. This symbolizes the decay caused by corrupt individuals who manipulate and destroy from behind the scenes. When illuminated with UV light, blue rain emerges, revealing the concealed chaos engulfing society. This storm highlights the hidden extent of crimes committed by those in power, emphasizing how their actions often remain masked by a veneer of normalcy.
This artwork is highly relevant to the current state of the world and the chaos today, challenging all of us to confront the illusion of order maintained by corrupt figures, highlighting the destructive consequences of their actions.
These are only few examples of Dina’s artworks. Next exhibition with her in Rome will be in November … but I do not anticipate anything for the time being.
Meanwhile, Dina last week was in Paris realizing a murales on a wall of Molitor, the historic pool opened from 1929 to 1989, sixty years when Parisians could swim in summer and ice skate in winter, while in the following twenty years, after having been closed down and completely abandoned by the City of Paris, became a true temple of underground culture hosting urban painting performances by the most French and international street artists, reattracting the interest of the City of Paris into Molitor, which in 2014 reborn as swimming pool, hotel, restaurant, spa, sports club and art gallery. A real demonstration of the magic effect of art in contributing, not to say causing, rebirth and regeneration, as Dina keeps on doing with her works. The wall in Molitor is a meditation on the sea’s boundless nature, its ability to heal, inspire, and provide, juxtaposed with its capacity to hold our darkest fears and memories. It invites viewers to contemplate the intricate balance of light and shadow within our lives, much like the ever-changing tides. Once again Dina is giving us a strong message, as her last artwork is inspired by a true story of a close friend of her, who described her changing relationship with the sea after the Syrian migration and the loss of many lives while trying to cross the sea to reach safety. As time passed, the sea’s depths took on a duality, reflecting both beauty and sorrow, capturing this complex narrative where the sea mirrors the highs and lows of the human experience.
Dina Saadi is an artist and muralist currently based in Dubai. Born in Russia and raised in Syria to graduate with a BA in fine arts, she uses art to speak her mind, to express her emotions and to showcase her ideas.
Her art depicts the diversity of urban spaces; the characteristics of modern life; the allure of wildlife; the beauty of plants and the mystery of natural elements.
Dina has worked with brands like Apple, Instagram, Uber, Audi, Nike, Levi’s, Estée Lauder and many more. Dina has participated in a number of street art festivals & global projects and she’s also traveled continents and painted on some of the walls in the Middle East, Europe, USA, Asia, and Africa.
She hopes to bring social change through her murals; to bring vibrancy; to transform public spaces into galleries and to tackle global challenges.



