Giano Art Festival: il contemporaneo si impossessa dell’arco trionfale

L'Arco di Giano si trasforma in una suggestiva e ricercata ambientazione: 15 giovani artisti contemporanei si esibiranno in una performance pittorica dal vivo

Debutta sabato 25 maggio la prima edizione del Giano Art Festival, ideato e curato da Marco Pannella e sotto la direzione artistica di Danilo de’ Cocci. Protagonista indiscusso è il segno pittorico contemporaneo, perchè – come dichiarato dal curatore – «la pittura precede l’alfabeto, il racconto per immagini e segni ed è l’espressione più antica dell’umanità» e in questo caso in particolare diventa exemplum di narrazione di uno dei luoghi archeologici più belli e importanti di Roma.

Quindici giovani artisti selezionati dalle Accademie d’arte romane si porranno – attraverso una pittura performativa che sfocia nell’action art – in un serrato dialogo con l’antico, libero, attuale e mai didascalico. Il direttore artistico ha infatti dichiarato che «i ragazzi coinvolti, ognuno con il proprio stile e la propria tecnica, andranno a restituire un interessante confronto che appassionerà certamente i visitatori». Il pittore costruisce e decostruisce la realtà, trascinandoci in una irresistibile illusione a colori che diventa questa volta parte integrante di un movimento potentemente slegato nello spazio, effimero, casuale e sicuramente non banale.

L’Arco di Giano o Arcus Divi Costantini è un arco trionfale sito sull’Aventino in via del Velabro ed eretto a Roma in epoca costantiniana. Forse tra i meno conosciuti della capitale, spicca per originalità della struttura: infatti – a differenza di altri archi romani – ha una pianta quadrangolare ed è l’ultimo edificio monumentale costruito nella parte orientale dell’antico Foro Boario, splendida testimonianza del gusto del IV secolo. La sua successiva sopravvivenza si deve, come sempre accade, per il riutilizzo in una funzione diversa, quando nel Medioevo divenne fortezza della potente famiglia Frangipane.

Unna rilettura innovativa e contemporanea dell’urbanistica della Roma archeologica, che speriamo sia solo l’inizio di un viaggio più lungo. Danilo de’ Cocci ha già anticipato che «è in cantiere la preparazione del progetto per il prossimo anno, che vedrà il coinvolgimento anche di altre discipline artistiche per fare diventare questo festival una vera e propria festa delle arti».