Lunedi 13 maggio, nella sede romana di Treccani, si terrà la presentazione del volume Cuore mio, Marcello Maloberti dell’omonimo artista e un cortometraggio dedicato al progetto. Il libro è conclusione e testimonianza del suo personale programma artistico, dedicato all’immortale visione di Maria Lai. Cuore mio è infatti la narrazione di una storia stratificata nata nel 2019: in particolare, una installazione site-specific che è entrata a far parte della collezione permanente del Museo a Cielo Aperto Maria Lai e una performance che ha coinvolto gli abitanti del comune sardo di Ulassai ed è stata riprodotta in una prima tappa anche al MAXXI. All’interno del volume è possibile rivivere la genesi di tutto questo, tra le fotografie che documentano il lavoro, un testo del curatore Davide Mariani e una intervista di Andrea Lissoni e Marina Pugliese allo stesso Marcello Maloberti.


Maria Lai è protagonista assoluta di quella che Nicolas Bourriad ha teorizzato come arte relazionale, esperienza che unisce l’arte alla vita, tesse trame e considera l’uomo come autore e fruitore di un qualcosa che riguarda l’intera collettività, ma che sopratutto «prevede la partecipazione del pubblico alla costruzione o alla definizione dell’opera di cui è partecipe». Quella del poliedrico Marcello Maloberti, è una ricerca di connessioni fra luoghi, spazi e tempi, che perdura e attraversa diversi anni. Correva l’anno 2003 quando l’artista presentava – presso la galleria romana Studio SALES – una performance dalla durata di due ore e mezza, accompagnata da un testo critico di Luca Cerizza, fresco curatore del padiglione Italia in Biennale. Gruppi di persone immobili e silenziose accerchiano una persona sdraiata sul pavimento, in una costruzione scenica assolutamente assurda.
info: treccaniarte.com


