Israel Museum, bambino danneggia un capolavoro di Magritte

Durante la visita al museo, il ragazzo ha perforato la tela de "Il Castello dei Pirenei" di Magritte utilizzando una pigna

Nelle sale dell’Israel Museum di Gerusalemme, una delle opere René Magritte è stata danneggiata da un bambino che, durante la visita al museo, ha perforato la tela con una pigna trovata poco prima nel giardino della struttura. Il dipinto in questione, Il Castello dei Pirenei del 1959, è considerato uno dei lavori più celebri dell’artista belga e rappresenta una delle immagini più iconiche del Surrealismo del Novecento.

Secondo quanto riportato, il giovane visitatore, accompagnato dalla famiglia, si sarebbe avvicinato all’opera impugnando la pigna raccolta all’esterno del museo, provocando accidentalmente una lacerazione nella superficie del quadro. L’istituzione non ha ancora comunicato quando il dipinto potrà tornare a essere esposto al pubblico. L’intervento di restauro si preannuncia particolarmente delicato. Sharon Tager, responsabile del dipartimento di conservazione del museo, ha spiegato che i tecnici dovranno lavorare sia sulla tela sia sugli strati pittorici danneggiati, con l’obiettivo di riportare l’opera alle condizioni precedenti all’incidente. Si tratta di un procedimento che richiederà tempo e precisione, soprattutto considerando l’importanza storica e artistica del dipinto.

Il Castello dei Pirenei raffigura un’enorme massa rocciosa sospesa nel cielo, sulla cui sommità si erge un castello, mentre al di sotto si estende un mare agitato. Un’immagine impossibile e al tempo stesso perfettamente plausibile nell’universo visivo di Magritte, dove realtà e immaginazione convivono in un costante gioco di illusioni. Anche la storia dell’opera è legata a una vicenda insolita. Negli anni Cinquanta l’avvocato e collezionista Harry Torczyner, infastidito dalla vista di un edificio che si affacciava davanti al suo ufficio di New York, chiese a Magritte di realizzare un dipinto che potesse sostituire quel panorama poco gradevole. Da quella richiesta apparentemente bizzarra nacque un lavoro destinato a diventare una delle immagini più riconoscibili della produzione dell’artista.

L’incidente di Gerusalemme riporta inoltre l’attenzione sulla fragilità delle opere esposte nei musei e sulle difficoltà nel conciliare accessibilità e tutela del patrimonio culturale. Non è la prima volta che un capolavoro viene danneggiato accidentalmente da un visitatore: appena un anno fa un dipinto di Mark Rothko conservato al Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam aveva subito alcuni graffi causati da un bambino durante una visita.

Episodi di questo tipo ricordano come anche le opere custodite nelle istituzioni più prestigiose possano essere esposte a rischi imprevedibili. Bastano pochi istanti, infatti, per compromettere capolavori che hanno attraversato decenni di storia e che richiedono mesi di lavoro specialistico per essere restaurati e restituiti al pubblico.