Brian Eno torna a creare in una nuova fusion di arte e musica

Brian Eno, artista e musicista, ha recentemente progettato altre sculture, in un incontro fra arte e musica che genera mondi imprevedibili

Brian Eno, musicista britannico e inventore della cosiddetta “musica d’ambiente”, torna a collaborare nuovamente con la galleria Paul Stolper di Londra. Il progetto prevede la realizzazione di una serie limitata di giradischi a LED, piuttosto psichedelici e soggetti al cambiamento di colore. Questa seconda ideazione prende il nome di Turntable II ed è limitata solamente a 150 giradischi, in mostra nella galleria sopracitata fino al 9 marzo 2024.

Brian Eno si cimenta in una impresa sicuramente sensoriale, tra il suono della musica, i colori che cambiano repentinamente e il tatto dell’inusuale scultura. Rispetto alla prima serie progettata nel 2021, ci sono alcuni cambiamenti visivi. I piatti girevoli cambiano colore in autonomia, la base è rotonda e il braccio pro-ject è bianco anziché nero. Il termine utilizzato dall’artista per descrivere la sequenza delle luci è colorscapes. Il giradischi infatti crea dei veri e propri paesaggi di colore generati dal particolarissimo design al neon che si susseguono in maniera lenta creando un’atmosfera soffusa. Naturalmente, quando non riproduce le melodie dei vinili, il disco si trasforma in una scultura luminosa, in nome di un’arte contemporanea trasversale e interdisciplinare, che continua a sorprendere.

L’indagine luminosa di Brian Evo si ispira alle ricerche artistiche condotte da James Turrell, Piet Mondrian e in generale l’avanguardia artistica del XX secolo. Turrel è un artista statunitense non a caso definito come “artista della luce”, che da sempre nei suoi lavori esplora il rapporto tra spazialità e onde luminose, interrogandosi sulla percezione visiva dello spettatore. I luminosi colori di Mondrian invece, hanno da sempre caratterizzato la sua pittura, in una luce che il pittore riusciva a coniugare nelle infinite tonalità coloristiche. Brian Evo utilizza così l’espediente luminoso in questa sua nuova sperimentazione artistica creando un’arte sensoriale che coniuga la materialità di un disco all’incorporeità della luce.

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