La poesia artificiale di Numero Cromatico ospite a Firenze della Lungarno Collection

Numero Cromatico prende parte al nuovo appuntamento del palinsesto espositivo del Hotel in Vicolo dell’Oro a cura di Valentina Ciarallo

Gallery Art Hotel Lungarno Collection continua il suo percorso nell’esplorazione del panorama artistico, fondendo la passione dedicata all’accoglienza con l’amore per la cultura e le discipline creative contemporanee. Dopo l’ultima esposizione dedicata agli scatti di Roberto Patella, la struttura di Vicolo dell’Oro ospita A burning fire di Numero Cromatico. Il collettivo presenta nella hall del hotel il suo progetto espositivo, ideato assieme alla curatrice Valentina Ciarallo, dando spazio alla peculiare produzione estetica da cui il pubblico è stato negli ultimi anni fortemente attratto e che ha garantito al gruppo la sua fama di innovatore d’estetica e di contenuto. 

La selezione di lavori presentata a Firenze il 7 ottobre, in occasione della giornata del contemporaneo indetta dall’associazione Amaci, rimane fruibile senza limiti di partecipazione: il Gallery Art Hotel infatti lascia aperti gli spazi al piano terra, dove il progetto espositivo può essere raggiunto sia dai clienti della struttura, sia da qualunque avventore esterno al fine di godere liberamente della proposta artistica.

La poesia come attivatore sensoriale 

Numero Cromatico presenta per l’occasione una serie di lavori coerenti con la loro più e meno recente produzione. Il collettivo infatti si concentra ormai da tempo sulle nuove potenzialità dell’intelligenza artificiale ma non è lo strumento in se ha essere protagonista del loro progetto di ricerca. All’interno del loro studio romano i componenti del gruppo, di eterogenea specializzazione in quanto artisti ma anche scienziati, ricercatori ed esperti di comunicazione, danno corpo quotidianamente a una sperimentazione che ha come obbiettivo l’osservazione della relazione tra pubblico e opera d’arte, concepita come dispositivo attivo. 

Una serie di arazzi vengono elegantemente disposti all’interno del Hotel: un design curato nel dettaglio appaga anche l’occhio distratto del visitatore più pigro e disinteressato.  Dal tessuto emergono componimenti di romantica natura, versi che porgono allo spettatore l’opportunità di perdersi in un sentimentale lirismo che però è del tutto illusorio. L’autore dei versi è infatti un’AI – attualmente il collettivo ne controlla tre chiamate P.O.E., I.L.Y. e S.O.N.H, in costante aggiornamento – che concede la sua fredda creatività al fine di produrre stimoli capaci di smuovere lo spettatore. 

È l’intero apparato sensoriale del fruitore a essere chiamato all’appello: oltre al coinvolgimento emotivo dato dai versi è infatti la scelta del tessuto e del suo pattern a entrare in campo per attivare anche la percezione ottica e tattile della stessa esperienza. L’accessibilità di tale strumento – perché è in termini strumentali che Numero Cromatico concepisce l’opera d’arte – è coordinata con il pubblico di riferimento e la lingua inglese, scelta per la realizzazione delle poesie, è naturalmente quella considerata più adatta a un pubblico internazionale, il più pertinente alla cornice dell’hotel in cui l’esposizione si svolge. 

Il paradosso Cromatico

Numero Cromatico si fa autore di un paradosso: i componenti del collettivo si eleggono autori attivi della progettazione e dell’attuazione dell’esperimento pur agendo attraverso un’azione di deresponsabilizzazione autoriale. L’interrogativo sulla sorte della creatività umana si apre di fronte ai nostri occhi ma è forse ancora prematuro intuire in questa nuova modalità di produzione l’ombra dell’estinzione della nostra coscienza artistica. Sarebbe piuttosto opportuno riflettere sulla potenzialità dell’estensione della mente umana proprio grazie a questo recente strumento. Il componimento poetico in particolare si presta come strumento efficace a tale esercizio, proprio per la sua peculiarità di oggetto senza tempo. Eppure l’intelligenza artificiale crea una poesia che in realtà è “altro”: mancando la presenza del compositore ci si priva infatti della sua dimensione interpretativa e personale tramutando l’arte poetica in un semplice gioco, piatto, privo di vitalità. Il fruitore dell’opera viene investito dal potere dell’opera di Numero Cromatico fin quando il trucco non viene svelato, il resto lo si lascia alle potenzialità dell’oggetto, la sua artigianalità e la sua appagante estetica.

La ricerca dell’esperire e del procedere nella dimensione in cui «il pubblico diviene soggetto e oggetto dell’opera stessa» si fondono in ogni caso con la responsabilità civile del comprendere il ruolo dell’intelligenza artificiale nella nostra vita quotidiana. L’esclusione dell’essere umano da qualsivoglia processo decisionale, trasformandolo in un fruitore passivo, non è certo lo stadio ultimo più auspicabile ma rimane ovvio che l’arte ha il suo ben da fare nel trovare nuove prospettive da cui poter osservare e modificare le sorti di tale processo di sviluppo tecnologico.

In potenza…

Affascinante il risultato delle sperimentazioni del collettivo basato a Roma. Rimane da sottolineare l’assoluta variabilità e potenzialità di una ricerca che potrebbe arrivare molto più lontano, trovando in molteplici direzioni la sua sperimentabilità. Il processo avviato da Numero Cromatico non sappiamo ancora quali sorti potrà avere e ancora quanto riusciranno a svelare i risultati delle raccolte dati sulle reazione estetico-percettive che il collettivo raccoglie con attenzione lungo il suo percorso. 

A noi non resta che attendere – nel frattempo distratti dalla deliziosità dei “loro” componimenti – e osservare quali saranno le eventuali svolte che segneranno un tracciato fin qui costellato da grande popolarità, a tutti i livelli, dal grande pubblico fino agli addetti ai lavori, ma che senza dubbio si presta a essere fortemente divisivo. Del resto la provocazione non è altro che uno strumento per porre sotto il fuoco della critica le contraddizioni del nostro presente e in questo il collettivo si è finora dimostrato più che lodevole. 

Info: www.lungarnocollection.com

Numero Cromatico, A burning fire, a cura di Valentina Ciarallo
dal 7 ottobre 2023
Gallery Hotel Art
Vicolo dell’Oro, 5, Firenze

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