La Reggia di Caserta apre le proprie sale fino al 30 novembre 2026 a uno dei protagonisti più significativi della fotografia contemporanea italiana con Archetipi, la grande retrospettiva dedicata ad Antonio Biasiucci e curata da Tiziana Maffei. Un progetto espositivo di ampio respiro che raccoglie circa 300 fotografie e una serie di installazioni capaci di accompagnare il visitatore in un percorso immersivo tra memoria collettiva, natura e dimensione umana. L’iniziativa rappresenta una nuova tappa del percorso che il complesso vanvitelliano dedica alla fotografia come strumento di conoscenza e interpretazione del reale. Parte delle opere esposte erano già state presentate alle Gallerie d’Italia di Torino nell’ambito della rassegna “La Grande Fotografia Italiana”, ma a Caserta trovano una nuova collocazione all’interno di un progetto più ampio e articolato.
L’universo creativo di Biasiucci si sviluppa attraverso ventiquattro nuclei tematici che indagano il rapporto tra l’uomo e gli elementi primordiali della sua esistenza. Le immagini, organizzate in sequenze, polittici e installazioni, superano la semplice rappresentazione per trasformarsi in simboli universali, capaci di evocare esperienze condivise e profonde riflessioni sul tempo e sulla memoria. Tra le opere più suggestive figura Corpo Latteo, un ambiente immersivo che trasporta il pubblico in una dimensione cosmica e senza confini. Qui il movimento continuo delle immagini richiama il ritmo dell’universo, suggerendo una percezione ciclica dell’esistenza in cui inizio e fine sembrano dissolversi.



Il percorso espositivo si arricchisce inoltre di interventi concepiti appositamente per gli spazi della Reggia. Emblematico è il progetto Molti, nato dalle fotografie dei calchi facciali conservati presso il Museo di Antropologia di Napoli. L’opera affronta il tema dell’identità e della perdita, trasformando volti e numeri in una riflessione intensa sulle migrazioni e sulle vite che rischiano di essere ridotte a semplici statistiche. A dialogare con le immagini sono i segni realizzati da Mimmo Paladino, mentre una videoproiezione accompagnata dalle musiche originali di Guglielmo Grillo amplia ulteriormente la dimensione emotiva dell’installazione. Uno spazio significativo della mostra è dedicato anche al Real Sito di San Leucio, nel 250° anniversario della fondazione della Colonia borbonica. Attraverso l’obiettivo di Biasiucci, telai, macchinari e strumenti della tradizione serica diventano testimonianze vive di una storia industriale e sociale che continua a parlare al presente. Le tracce del lavoro, i materiali e i luoghi si trasformano così in custodi di una memoria che resiste al trascorrere del tempo.
Archetipi si presenta come un’esperienza visiva e sensoriale che invita a osservare la realtà oltre la superficie, mettendo in relazione passato e presente, individuo e collettività. Ad accompagnare l’esposizione sarà una monografia dedicata all’artista, pubblicata da Allemandi, che approfondisce il percorso creativo di uno degli autori più originali del panorama fotografico italiano.


