La legge per le imprese culturali e creative, con un nuovo incontro tenutosi il 4 luglio Federculture ha riunito a Roma esponenti di governo e rappresentanti del settore per un passo decisivo nel nostro quadro normativo. All’incontro hanno preso parte anche Francesca Velani (vicepresidente di Promo PA Fondazione), i deputati Matteo Orfini, Mario Occhiuto e Federico Mollicone (presidente VII Commissione alla Camera dei Deputati), oltre a Umberto Croppi e Andrea Cancellato, rispettivamente direttore e presidente di Federculture.
Garantire un’azione legislativa organica che tenga conto delle specificità del sistema, delle sue imprese e dei suoi lavoratori, nonché delle analisi e delle riflessioni raccolte nell’ultimo decennio: è questa la richiesta di Federculture, la rete nazionale di rappresentanza e affiancamento dei soggetti pubblici e privati operanti nei settori della cultura, del turismo e del tempo libero.

Si tratta di un percorso legislativo cominciato nel 2017 ma che non è stato mai portato a termine, anche a causa dell’emergenza pandemica che ha attraversato il nostro Paese.
Due sono adesso le nuove proposte di legge discusse depositate negli ultimi mesi alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica.
La prima, a firma dell’onorevole Matteo Orfini, punta ad armonizzare e coordinare le disposizioni vigenti in materia di agevolazioni fiscali e sostegno indiretto attraverso, innanzitutto, l’istituzione di un Registro delle Imprese Culturali e Creative (RICC) e l’istituzione di un Fondo di Garanzia, con una dotazione di 200 milioni di euro annui a decorrere dal 1° gennaio 2024.
La seconda proposta del senatore Mario Occhiuto è ha come obiettivo quello di definire un sistema normativo volto a promuovere nuova imprenditoria e la crescita del settore anche attraverso collaborazioni con altri sistemi produttivi, misure di accesso al credito, strumenti di concessione degli immobili pubblici e nuove forme speciali di partneariato pubblico-privato. “La proposta di Occhiuto – come riporta il Sole 24Ore – inoltre, cita all’art. 6 l’allineamento con il ministero dell’impresa e de Made in Italy che, nel Disegno di Legge risalente a maggio 2023 e concernente Disposizioni organiche per la valorizzazione, promozione e tutela del made in Italy dedica svariati articoli al tema delle ICC”.

Insieme all’istituzione di un nuovo Albo delle Imprese cultuali e creative di interesse nazionale (Art.22) e di un Fondo per lo sviluppo delle attività culturali e creative (Art.23), il Disegno di Legge propone l’adozione di un Piano Strategico triennale (Art.24) volto a favorire la sinergia dei programmi formativi, delle politiche e degli strumenti finanziari destinati al settore. Un testo, quest’ultimo, che secondo il direttore di Federculture, Umberto Croppi, «anticipa e forse vincola l’attività del Parlamento, senza che nessuna associazione sia stata sentita né dal Ministero delle Imprese né da quello della Cultura».
Insomma, sono diverse le novità che si prefigurano per il settore cultura sia su un piano normativo, sia su un piano fiscale. Per quanto riguarda quest’ultimo, ricordiamo che qualche mese fa il Governo ha dichiarato di voler recepire la direttiva Ue per la riduzione dell’IVA per la circolazione delle opere d’arte.
Tutte buone notizie, non resta che aspettare sperando che le proposte si concretizzino e portino reali benefici al nostro settore.


