Di parole dette, di promesse, di cuori feriti. IOSONOPOP, il ciclo di Alessia Nardi

Tele incisive che attraverso immagini e parole danno voce al dolore, alle ferite fisiche e psicologiche che accompagnano ogni viaggio

courtesy immagine Daniele Tozzi

Una rubrica (p)artecipattiva che racconta di arte, artisti e sostenibilità

Dal carme di Catullo “Odi et amo”, “(…) fieri sentio et excrucior”, a “L’animale morente” di Philip Roth, che ci parla de “l’unica ossessione che vogliono tutti: l’amore. Cosa crede, la gente, che basti innamorarsi per sentirsi completi? La platonica unione delle anime? Io la penso diversamente. Io credo che tu sia completo prima di cominciare. E l’amore ti spezza. Tu sei intero, e poi ti apri in due”.

Dal tormento derivante da sentimenti confliggenti all’amore che ti spezza, sembra essere meglio rimanere interi anziché aprirsi in due.

Con il ciclo IOSONOPOP, Alessia Nardi dà voce al dolore, alle ferite fisiche e psicologiche, profonde e indelebili compagne di viaggio.

“Sulla tela ironizzo e dissacro, usando frasi d’effetto, dirette ma allo stesso tempo sottili, che nascono dalla necessità di indagare l’intimo ed il sociale. Trafiggo i sentimenti e metto a nudo le intenzioni, racconto di parole dette, di promesse, di cuori feriti, di false aspettative, di segnali non colti, urlando con forza, potenza e prepotenza, il rispetto e l’attenzione”.

Tutto questo attraverso il colore e la scelta dei materiali, opere in cui oggetti di uso domestico vengono ingigantiti, grazie anche al lavoro di un artista scultore, vero e proprio homo faber, per essere messi su tela che sullo sfondo ha una sequenza di frasi ripetute, ossessive, incisive, che portano l’attenzione sulle sfumature, come un monito, utile per proteggersi.

Partiamo da TI AGO, con un ago oggetto quotidiano che punge, si infila, ferisce, incrocia fili, cuce relazioni, legami. Una frase pungente si infila nelle fragilità ferendo in profondità, lasciando cicatrici indelebili.

Una grande puntina che inchioda è al centro di TATTACCO AL MURO. Come una puntina di utilizzo comune attacca al muro fogli e oggetti, così un monito che diventa azione e attacca al muro, inchioda, paralizza, disarma.

SEI IL MIO CHIODO FISSO è una frase con doppia lettura: leggera, piacevole, emozionante ma al contempo sinonimo di ossessione.

In SE TU MI AMASSI sono riprese le note di una canzone ironica del mitico Enzo Iachetti, che si conclude con ma no che non ti amasso, infilo una forbice d’acciaio, altro oggetto domestico, a portata di mano, nel cuore. 

Il ciclo IOSONOPOP di Alessia parla di quotidianità, una quotidianità fatta di parole, gesti, azioni, oggetti banali ai quali non diamo peso ma dai quali può sfociare violenza: verbale, fisica, psicologica, una violenza sottile o feroce che in entrambi i casi non dà scampo.

Dissacrazione e ironia, o meglio autoironia che contraddistingue Alessia come persona e come artista, che porta le sue ferite sulla tela e le condivide con tutti noi, dandoci (a modo suo) un consiglio su come affrontarle e possibilmente curarle. Fosse solo perché Jim Morrison diceva che “rifiutarsi di amare per paura di soffrire è come rifiutarsi di vivere per paura di morire”.

* Edoardo Marcenaro lavora da venticinque anni come giurista di impresa in società multinazionali e ha come hobby l’arte moderna, contemporanea e post-contemporanea. È collezionista e curatore di mostre, essendosi negli ultimi anni concentrato su opere realizzate su banconote americane rigorosamente originali, dai dollari che Andy Warhol firmava alla fine delle sue feste alla Factory, fino ad arrivare ai dollari distribuiti da Edoardo a tutti i suoi amici artisti per trasformarli in opere d’arte

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