artecipazione

Una rubrica (p)artecipattiva che racconta di arte, artisti e sostenibilità

courtesy immagine Daniele Tozzi

Una rubrica (p)artecipattiva che racconta di arte, artisti e sostenibilità 

Qualche giorno fa fuori dall’Hangar Bicocca a Milano, sotto lo sguardo di alcuni Ghosts di Cattelan in fila sopra l’insegna dello spazio espositivo, due amiche “insostenibili” mi hanno ricordato che la “partecipazione” costituisce uno degli elementi fondamentali dello sviluppo sostenibile.  

Ma nella vita non si può avere tutto, e io della “partecipazione” ho perso una P  rimanendo con “artecipazione”, laddove vorrei evidenziare altre due parole altrettanto importanti, arte e azione, che accompagnano la mia attività demopratica, in qualità di Ambasciatore del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto, volta alla realizzazione di progetti in cui ognuno di noi diventa parte attiva del cambiamento.

Alcuni mi hanno chiesto se mi sono dato alla vita diplomatica, altri alla religione, alcuni mi domandano perché perdo tempo, altri mi invidiano. Io semplicemente amo “fare”, partendo dall’arte come strumento utile al di là dei “bellissimi” concetti di armonia, estetica e matericità, tanto cari a storici e critici dell’arte.

Innanzitutto, la demopraxia contraddistingue la mia attività di legale di azienda che svolgo da trenta anni, dando un senso e un valore aggiunto alla singola clausola contrattuale, alla sentenza o al lodo arbitrale, all’evidenziazione dei rischi in una operazione di M&A. 

Essere ambasciatore del Terzo Paradiso significa realizzare progetti che abbiano sempre un risvolto demo-pratico, come il recente programma di sviluppo di iniziative di efficientamento energetico e mobilità elettrica avviato nella provincia di Biella, definita da Michelangelo Pistoletto “città-arcipelago” da intendersi come laboratorio di co-progettazione territoriale sostenibile, a valle dell’accordo tra Enel X e Unione Industriali Biella; la “Elettrificazione di Biella-Città Arcipelago” prevede in parallelo un programma di formazione che si terrà a Cittadellarte, orientato a sostenibilità, innovazione consapevole, nonché al rapporto equilibrato tra le tecnologie e l’uomo, l’ambiente e la società. Il tutto sotto l’egida del simbolo del Terzo Paradiso.

Collaborare con Cittadellarte mi porta altresì a frequentare sempre più spesso artisti, in alcuni casi scoprirli e seguirli nel loro percorso professionale, in altri casi portarli in mostra quando mi viene richiesta una curatela, e vedere così in anteprima i lavori, commentarli, promuoverli o bocciarli. Ogni artista ha una storia a sé, con molti di loro è nato un rapporto di amicizia, che come tutti i rapporti di amicizia alcune volte è finito (guarda caso proprio nel momento in cui l’artista “ha preso il volo”) e altre volte è andato ben oltre al discorso artistico. Maurizio Nannucci scriveva con i suoi neon “All art has been (con)temporary”, io lo perifraso con “All artists have been temporary” nella mia vita, a parte poche eccezioni sempre presenti, ma ogni artista ha avuto un ruolo importante nel mio percorso artistico.

In artecipazione racconterò di loro, di arte, iniziative e progetti all’insegna della sostenibilità, senza alcuna pretesa di salvare il problema del cambiamento climatico ma semplicemente per dimostrare come l’arte possa essere davvero partecipativa e inclusiva, specie quando perde una P.

Edoardo Marcenaro lavora da venticinque anni come giurista di impresa in società multinazionali e ha come hobby l’arte moderna, contemporanea e post-contemporanea. È collezionista e curatore di mostre, essendosi negli ultimi anni concentrato su opere realizzate su banconote americane rigorosamente originali, dai dollari che Andy Warhol firmava alla fine delle sue feste alla Factory, fino ad arrivare ai dollari distribuiti da Edoardo a tutti i suoi amici artisti per trasformarli in opere d’arte.