Liquid & texture, la sintesi che ha rivoluzionato la pittura. Kim Stylides: “La residenza d’artista a Roma lo confermerà”


L’evoluzione della storia dell’arte, dei suoi movimenti e dei suoi linguaggi è stata anche la conseguenza della comparsa di alcuni strumenti e materiali, che hanno reso possibili alcune lavorazioni e quindi nuove frontiere espressive. È il caso dell’acrilico, una vernice unica per densità e consistenza, che ha letteralmente rivoluzionato il corso della pittura contemporanea. In Liquitex ne sono consapevoli, ecco perché sono orgogliosi del lancio, nel 1955, del loro primo acrilico, ideato dal fondatore Henry Levinson. Un episodio importante, che ha innescato una reazione artistica globale, sciogliendo le redini a nuove possibilità creative. Ancora oggi Liquitex è considerato il produttore di acrilici di maggiore qualità e dall’headquarter in Nordamerica si continua a portare avanti il dialogo con gli artisti per assecondare le loro esigenze tecniche. E questo spiega anche il loro grande dinamismo per alimentare con iniziative sempre nuove il confronto con la comunità creativa. Ne è un esempio il progetto di residenza d’artista che Liquitex ha promosso quest’anno: due settimane a Roma, dal 4 al 17 ottobre, per due artisti che saranno selezionati da un’esperta giuria (la call della residenza d’artista scade il 31 agosto: https://bit.ly/3CUYHde). La mission: sperimentare l’acrilico. Di questo, ma anche di altro, abbiamo parlato con Kim Stylides, global marketing director di Liquitex.

Production site, courtesy Liquitex

In che misura l’acrilico ha influenzato la pittura contemporanea?
«Il lancio dell’acrilico solubile in acqua nel 1955, da parte di Henry Levinson, ideato da Liquitex – una crasi tra liquid (liquido) e texture (struttura) – è stato il primo di “qualità artistica”, che ha alimentato la sperimentazione del colore. Rappresentò l’arrivo sul mercato di un mezzo ad asciugatura rapida che offriva sia il potere coprente sia la trasparenza della pittura a olio. A differenza di quest’ultima, che si ossida lentamente, l’acrilico evapora in una pellicola di vernice permanente e rimuove la necessità di regole sul tempo di asciugatura. Tutto questo ha consentito agli artisti di lavorare con maggiore versatilità, costruire strati, aumentare e aggiungere texture e sperimentare una gamma di consistenze senza bisogno di solventi. Per questo la vernice acrilica era più sicura per sperimentare, offrendo allo stesso tempo più solidità, stabilità e durata del colore rispetto ad altri mezzi. Di conseguenza, la facilità di utilizzo di superfici diverse e formati più grandi ha consentito una nuova ondata di possibilità creative. L’influenza dell’acrilico solubile in acqua ha continuato ad espandersi dal suo arrivo e l’utilizzo si è molto diffuso nei movimenti artistici moderni».

Quali testimonianze ha avuto il brand nella storia dell’arte contemporanea?
«L’uso degli acrilici Liquitex è stato sostenuto da artisti come Helen Frankenthaler e David Hockney, e più recentemente da Ian Davenport. Esempi specifici e riconoscimenti di Liquitex sono stati forniti dall’assistente di studio di Andy Warhol, che ha fatto riferimento all’uso di Liquitex quando descriveva il processo di realizzazione dei pezzi della scatola Brillo. In alcuni dei primi lavori di Donald Judd come Senza titolo 1962 si fa riferimento a olio e cera su Liquitex, sabbia su Masonite e legno e olio su legno. Quando fu messo all’asta, Date Paintings (1975), il lavoro dell’artista concettuale On Kawara citava Liquitex su tela e scatola di cartone fatta a mano con ritagli di giornale dal Chicago Tribune 8 x 10 pollici».

Production site, courtesy Liquitex

Come è nata l’idea della residenza artistica a Roma per invitare gli artisti a sperimentare l’acrilico?
«Il dialogo con gli artisti per noi è fondamentale. Ed è importante monitorare le nuove esigenze espressive, per questo abbiamo organizzato una importante residenza d’artista, per creare un momento di incontro. Ai vincitori della call metteremo a disposizione tutto, dall’alloggio ai materiali, ovviamente, per poterli fare concentrare sulla loro libertà creativa. Vogliamo osservare quali sono oggi i confini espressivi dell’acrilico e solo la mente e la mano degli artisti possono guidarci in questo viaggio della fantasia».

Cosa vi aspettate di vedere, dunque, nei progetti dei partecipanti?
«In realtà la call è molto aperta, non abbiamo voluto dare un perimetro troppo stretto e vincolante ai partecipanti. La mission è quella di sperimentare l’acrilico, fino ai confini della fantasia. Stanno già partecipando in tanti e siamo molto soddisfatti della risposta. I progetti proposti finora spaziano in un campo creativo molto vasto ed è esattamente quello che ci aspettavamo. Sarà una selezione molto difficile per noi. Ma c’è ancora qualche giorno per partecipare, quindi agli artisti dico: che aspettate a metterci in difficoltà?».

Per quali effetti possono essere usati gli acrilici?
«Gli acrilici sono ottimi per una varietà di effetti, dalle tecniche di impasto spesso a finiture simili ad acquerelli, in base alla viscosità acrilica utilizzata. Le pitture per il corpo più pesanti producono una consistenza più spessa e cremosa, mentre gli inchiostri acrilici hanno una consistenza più simile all’acqua. I medium acrilici possono essere utilizzati per modificare la vernice, rendendola più spessa o più sottile, per cambiarne la lucentezza o la trasparenza. Possono anche essere usati per aggiungere trame interessanti che includono effetti ceramici o effetto sabbia naturale, nonché effetti versanti e iridescenti».

Liquitex professional color range: Acrylic Ink, Acrylic Gouache, Soft Body, Heavy Body

Quali sensazioni è possibile comunicare usando l’acrilico?
«Gli acrilici consentono la capacità di esprimere i sentimenti desiderati: sono tutti basati sulla sperimentazione. Poiché le diverse gamme di acrilici Liquitex sono tutte compatibili tra loro, consentono agli artisti di esprimersi senza limiti».

La domanda di vernice acrilica sta crescendo?
«C’è una forte domanda di acrilici di qualità in tutto il mondo ed è cresciuta costantemente ogni anno, sia con riferimento agli artisti professionisti sia per il tempo libero. Quest’anno, in particolare, l’impatto del Covid-19 ha portato le persone a dedicare più tempo alla creazione e all’espressione».

Come sono cambiati gli acrilici negli ultimi anni?
«In Liquitex siamo orgogliosi di essere innovativi per soddisfare continuamente le esigenze degli artisti. Negli ultimi anni abbiamo introdotto una linea di colori senza cadmio, che offrono le stesse prestazioni dei colori genuini al cadmio. Inoltre, abbiamo introdotto una linea di tempera acrilica che combina le qualità di una tempera opaca altamente pigmentata con la flessibilità dell’acrilico. Non ci stanchiamo mai di imparare dagli artisti».

Tutte le informazioni per partecipare alla residenza d’artista le trovate qui: https://bit.ly/3sjGnpo

Production site, courtesy Liquitex