La vita è un segno, il volume di Thierry Thomas su Hugo Pratt, creatore di Corto Maltese

Roma

La vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere meglio? Nessuna delle due: La vita è un segno. Questo, infatti, il titolo del volume – meglio ancora, della poetica biografia (“storia di Hugo Pratt e delle sue avventure”, recita il sottotitolo) pubblicata in Italia da Rizzoli Lizard. Un gran bel regalo da fare (oppure da farsi), perché quest’opera – brossurato con sovraccoperta, 192 pagine, 17 euro – realizzata da Thierry Thomas (traduzione di Boris Battaglia) è la biografia, fedele e sublime, con al centro l’indimenticato Hugo Pratt. Documentarista, sceneggiatore e scrittore, grande amico del papà di Corto Maltese (risale a luglio 1967 la prima apparizione del marinaio, sulle pagine della rivista Sgt. Kirk) – «ho sempre ritenuto che Hugo sia stato l’artista – e probabilmente l’uomo – più libero che abbia mai incontrato. Quando un uomo e un artista sono davvero liberi anche la narrazione dell’esistenza, per noi che la raccontiamo, è nutrimento» – Thomas, insieme a Patrizia Zanotti – disegnatrice argentina di nascita, ha iniziato a lavorare con Hugo Pratt giovanissima, nel 1979, inizialmente colorando le storie, quindi occupandosi delle relazioni con gli editori nonché delle esposizioni dedicate al maestro del fumetto – ha curato numerose antologie incentrate sull’arte di Pratt, al quale ha dedicato anche il documentario “Corto Maltese, la doppia vita di Hugo Pratt” per il canale franco-tedesco Arte.

Con il minuzioso lavoro La vita è un segno, Thomas si è aggiudicato il premio Goncourt 2020 per la biografia (si tratta del riconoscimento più prestigioso che viene assegnato in Francia), anche se lo stesso autore precisa: «La mia non è una vera e propria biografia, è decisamente poco tradizionale». Un’affermazione che non deve stupire, considerando l’approccio, tanto pragmatico quanto onirico, di Thomas («se voglio comprendere Hugo, devo sognarlo») alla vita di Pratt («era nato il 15 giugno 1927, a Rimini; è morto il 20 agosto 1995, in Svizzera. Strano modo di dire: “era” nato, “è” morto, come se l’ultimo respiro durasse in eterno»). Così l’autore di La vita è un segno, saggio romantico e ottimamente illustrato (anche l’occhio vuole la sua parte), si getta nell’impresa (ardua, indubbiamente) di narrare l’esistenza di un maestro della nona arte che, per lui, è stato un mentore. «Si chiamava Ugo Prat, senza H e con una sola T. Diventato famoso con il nome di Hugo Pratt, è vissuto per 24.518 giorni nel modo più intenso in cui sia possibile vivere. Disegnatore di fumetti, ha pubblicato più di 15.000 tavole, il che significa circa 80.000 disegni, ai quali si aggiungono più di 500 acquerelli. E poi, certo, ha creato Corto Maltese», scrive. Già, Hugo Pratt-Corto Maltese. Un binomio indissolubile. L’antieroe per eccellenza (nel suo universo, al pari di quello di Pratt, nessuno è tagliato fuori e ogni cosa sta insieme, ben amalgamata: azione e distacco, amore e voglia di scappare, utopia e praticità) che lo stesso Thomas, prima di conoscere personalmente Pratt, ha “incontrato” e amato, al pari di numerosi lettori sparsi in ogni angolo del globo. «Il marinaio, infatti – si legge ancora – era sbarcato in Francia nel 1970, sulle pagine del settimanale per ragazzi Pif gadget, quando la spinta del maggio ’68 stava ancora rivoluzionando la cultura ufficiale.

Immaginate cosa può voler dire essere un adolescente e ritrovarsi per le mani un fumetto in cui il protagonista non è un cavaliere senza macchia e i suoi nemici hanno delle valide ragioni per detestarlo». Lungo i sei capitoli (Solo il suo disegno, Un giorno in treno, Lui e noi, Italie, Il sentiero degli acquerelli, L’estate non ha ancora detto la sua ultima parola) e l’appendice, Thomas segue le orme di Pratt ricorrendo all’evoluzione del suo segno grafico al pari di una bussola per orientarsi: dall’infanzia veneziana alla parentesi argentina, dal rientro in Italia all’affascinante avventura editoriale francese, dal trionfo oltre confine alle infinite incursioni tanto nei luoghi quanto nelle culture di tutto il mondo. La vita è un segno è un racconto schietto, sincero, mai superficiale. Proprio come Pratt.


Info: www.rizzolilizard.eu