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The Gallery Apart lancia un nuovo talento: Federica Di Pietrantonio

Con la mostra My life as yours, inaugurata l’8 giugno (visibile fino al 18 settembre) The Gallery Apart inizia una nuova collaborazione con Federica Di Pietrantonio, giovanissima artista che già da tempo si dava da fare nella scena contemporanea capitolina, tra collettivi artistici, spazi indipendenti e collaborazioni con altri artisti. Adesso con questo progetto si consacra definitivmente, entrando in una delle ”scuderie” più valide in Italia. La sua mostra è intrisa di emozioni di grande attualità perché riportano la memoria al periodo appena trascorso dell’isolamento forzato, in cui ci si è rivolti affannosamente a nuove abitudini. La materia prima che Federica maneggia è, infatti, quel grumo di sentimenti (frustrazione, malinconia, tristezza, solitudine) che cerca di allontanare da sé attingendo a quell’universo di simulazione che è la realtà virtuale delle piattaforme social e dei videogiochi. L’antidoto che l’umanità inocula nella società è la collettivizzazione della privacy, un’operazione ossimorica finalizzata a rendere pubblico lo spazio privato; un atteggiamento che Federica interpreta non attraverso meccanismi voyeuristici o, peggio, narcisistici e comunque autoreferenziali, bensì mediante l’emersione di una traccia narrativa che rende le storie un mezzo e non il fine, un prodotto che cristallizza le esperienze e non un racconto che si nutre di sé.

Ecco perché le storie di Federica nascono da piattaforme e da esperienze virtuali, ecco perché c’è quasi sempre un avatar di mezzo. Che si tratti di machinima (machine cinema o machine animation), di installazioni o di pittura, Federica sceglie come punto di partenza quei luoghi della realtà virtuale che le offrono la possibilità di procedere per traduzioni, sia quando si affida alle tecnologie più avanzate sia invece quando torna su luoghi ormai di archeologia virtuale (che per lei hanno un’aura di splendore e decadenza), come Second Life dove vive il suo avatar Foxy ispiratore dell’omonima serie di dipinti.

Ed è soprattutto con la pittura, come nei grandi dipinti esposti in mostra, che si manifesta chiaramente il lavoro di traduzione e traslazione dalla superficie digitale alla tela, cioè dalle piattaforme virtuali dove le sue storie e i suoi personaggi concretamente nascono alla superficie reale della tela dove invece le immagini assumono un valore ideale e dunque paradossalmente virtuale in quanto universale. I luoghi privati dell’artista non solo vengono condivisi e resi pubblici ma attraverso il massimo dell’affidamento individuale (da parte di Federica che non esita ad esporre se stessa) lo spettatore riceve un messaggio generale da introiettare e, per l’ennesima volta, ritradurre.

Fino al 18 settembre
The Gallery Apart, via Francesco Negri 43
Info:  www.thegalleryapart.it

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