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Arte totale

Per tuffarsi nell’arte di Hermann Nitsch a Roma dal 10 ottobre c’è un’occasione molto allettante, la mostra Nitsch e il suo doppio all’Atelier Montez, a cura di Giorgio Capogrossi, in arte Gio Montez. La manifestazione si ispira al celebre libro Il teatro e il suo doppio di Antonin Artaud da cui emerge l’esperienza dello sdoppiamento. In mostra all’Atelier Montez un corpo di disegni di Nitsch e una serie di filmati delle sue azioni del Teatro delle Orge e dei Misteri. Inoltre in previsione del concerto è stata allestita una scenografia che fa da altare all’organo che il maestro avrebbe dovuto suonare. Capogrossi ha definito questa scenografia Taumatropio perché trasforma due immagini in una nuova immagine attraverso il movimento, poi richiama gli antichi baccanali, i palchi scenici delle prime forme del teatro profano, e ha due punti di prospettiva diversi. E sebbene l’artista non fosse presente è stata comunque realizzata una performance in occasione dell’opening. Nella conferenza stampa, svoltasi al Forum Austriaco di cultura a Roma, che promuove l’evento insieme alla Fondazione Nitsch di Vienna e l’Atelier Montez, erano presenti Rita Nitsch, la moglie dell’artista, il curatore Giorgio Capogrossi e l’esperta del maestro Weissenbok. Si è andati ad indagare il significato dei disegni chiamati Kritzelzeichungen ovvero scarabocchi esposti in questa sede e tratti dalla raccolta Hermann Nitsch – Zeichnungen recentemente pubblicata da Rita in regalo al marito per il suo ottantesimo compleanno. Sono disegni informali con una forte matrice istintuale. Sono lontani dall’accademismo e segnano un’urgenza interiore. Sono importanti per capire la processualità di Nitsch sebbene non siano propriamente preparatori. Secondo Capogrossi «rappresentano un linguaggio preverbale, preformale e ci introducono all’Opera d’Arte Totale che caratterizza il maestro nella sua interdisciplinarietà, ad esempio nella compresenza tra musica e azione. Rappresentano un esigenza sotterranea, ctonia, in un discorso non lineare dove l’istinto predomina». Per quanto riguarda il Teatro delle Orge e dei Misteri bisogna dire che le azioni realizzate da Nitsch sono estreme e si basano su forti interventi sull’uomo e gli animali e su realizzazioni pittoriche, usando spesso sangue, viscere e colore.
«Dalla vicinanza con Nitsch ho imparato ad essere qui e semplicemente essere – ha aggiunto Weissenbok - il maestro spinge le persone a superare i propri limiti e, come dice lui stesso ”l’azione inizia quando ci si allontana dalla tela e si vedono mischiati sangue, uva, colore, vino, intestini». Risale al 1974 la Aktion n, 45, una tra le prime azioni eseguita da Hermann Nitsch in Italia, a Napoli, allo Studio Morra di Giuseppe Morra, che diventerà un suo grande amico. Ma la prima volta che il Maestro è stato in Italia risale al 1971, quando ha visitato Venezia. Negli anni ’70 era più popolare in Italia che in Austria, suo luogo natale. Nitsch ha sviluppato un forte legame con il Bel Paese. Questa mostra ne è una nuova dimostrazione.

Dal 10 al 31 ottobre
Atelier Montez via di Pietralata 147 A / B, Roma.
Info: www.montez.it

 

 

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