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L’oligarca Leonard Blavatnik dona 60 milioni alla Tate e la Switch house prende il suo nome

Aperta quasi un anno fa, precisamente il 17 giugno, l’estensione della Tate Modern, la Switch house, cambia nome in Blavatnik Building. L’edificio costruito dallo studio d’architettura Herzog & de Meuron, è stato oggetto di una corposa donazione da parte dell’oligarca ucraino, proprietario della Warner Bros Music, Leonard Blavatnik. Cinquanta milioni di pound, circa 60 milioni di euro, sono passati dalle casse di uno degli uomini più ricchi del mondo, il più ricco del Regno Unito nel 2015, nei fondi del museo londinese. Nicholas Serota il direttore dell’ex Switch house ha detto: «La generosità della donazione è senza precedenti nella storia della Tate», mentre Blavatnik commenta: «Io e la mia famiglia siamo onorati di supportare la Tate e di essere legati a questo edificio eccezionale. La Tate offre un incomparabile servizio all’arte, alla cultura e all’educazione in tutto il mondo».

Non è la prima volta che Blavatnik diventa protagonista di donazioni da capo giro, del resto il suo patrimonio si aggira intorno ai 17 miliardi di sterline. Nel 2010, per esempio, ha versato 75 milioni di sterline all’università di Oxford, anche qui la donazione più grande mai ricevuta dalla scuola, che ha portato il miliardario ad avere, di nuovo, un edificio a suo nome The Blavatnik Shool of government. Mentre lo scorso anno ha annunciato di voler finanziare la nuova sala del V&A museum.

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