Nominato un nuovo consiglio di amministrazione per le Gallerie degli Uffizi

Le Gallerie degli Uffizi tornano ad avere un Consiglio di amministrazione, con le nomine di Bambach, Campi, Deodato e Mugnai accanto al direttore Simone Verde, in una fase che segna una maggiore centralità del museo

Le Gallerie degli Uffizi tornano ad avere un Consiglio di amministrazione dopo mesi di vacanza dell’organo di governo, segnando la ripresa della piena operatività della governance del museo nel quinquennio 2026-2031. Accanto al direttore Simone Verde entrano Carmen Bambach, Alessandro Campi, Carlo Deodato e Stefano Mugnai, chiamati a contribuire alle nuove linee strategiche dell’istituzione. Sullo sfondo emergono alcune tendenze di indirizzo: una maggiore centralità del museo, un rallentamento dei progetti territoriali e la preparazione della grande mostra dedicata a Lorenzo il Magnifico. La nomina, completata dal Ministero della Cultura dopo la scadenza del precedente mandato lo scorso 31 dicembre, ricostituisce così l’organo di governo del complesso museale fiorentino, chiamato a definire gli indirizzi strategici, scientifici e gestionali della nuova fase.


Negli ultimi mesi la guida del complesso museale fiorentino è rimasta concentrata nelle mani del direttore, in attesa del rinnovo dell’organo incaricato di definire le linee strategiche, scientifiche e gestionali dell’istituzione. Con la nuova nomina si ricostituisce uno dei principali asset della governance degli Uffizi. Nel consiglio entrano Carmen Bambach, tra le più autorevoli studiose internazionali del Rinascimento italiano e curatrice al Metropolitan Museum of Art di New York; Alessandro Campi, docente di scienza politica e relazioni internazionali all’Università di Perugia; Carlo Deodato, esperto di diritto amministrativo e organizzazione della pubblica amministrazione; e Stefano Mugnai, già parlamentare e candidato alla presidenza della Regione Toscana.

Tra nuova governance e ridefinizione strategica degli Uffizi

La composizione del nuovo board riflette un equilibrio tra competenze storico-artistiche, esperienza amministrativa e profili provenienti dal mondo delle istituzioni pubbliche. Una scelta che si inserisce in una fase di trasformazione per uno dei musei più visitati e influenti d’Europa, chiamato oggi a ridefinire il proprio posizionamento tra dimensione internazionale e radicamento territoriale. Parallelamente al rinnovo della governance, emergono infatti segnali sempre più evidenti di un ripensamento strategico complessivo delle politiche museali.

Tra questi, si registra il progressivo rallentamento della stagione degli “Uffizi Diffusi”, il progetto lanciato negli anni scorsi con l’obiettivo di portare opere delle collezioni fiorentine nei territori della Toscana e in sedi periferiche spesso escluse dai grandi circuiti culturali internazionali. Anche il progetto “Terre degli Uffizi”, avviato nel 2022 in collaborazione tra le Gallerie e la Fondazione CR Firenze, risulta attualmente sospeso, segnando una fase di ridimensionamento delle iniziative di decentramento del patrimonio.

Dal decentramento alla centralità museale

Non si tratta necessariamente di una cesura definitiva. Il rapporto tra gli Uffizi e il territorio resta infatti strutturale, sia per ragioni storiche sia per la presenza diffusa di opere legate alle collezioni medicee conservate in chiese, palazzi e istituzioni disseminate in tutta la Toscana. Tuttavia appare sempre più evidente un orientamento verso il rafforzamento del ruolo centrale del museo e una gestione più selettiva della circolazione delle opere.

Un primo segnale in questa direzione arriva dalla diminuzione dei prestiti di grandi capolavori, pur in un contesto in cui le richieste da parte di musei e istituzioni italiane e internazionali restano numerose. Negli ultimi mesi si segnalano comunque alcune uscite significative, tra cui la Madonna del Baldacchino di Raffaello esposta a Pescia e due opere di Carlo Dolci trasferite a Massa per una mostra a Palazzo Ducale, a conferma di una politica espositiva più mirata ma ancora attiva sul piano delle collaborazioni.

Verso “Magnifico 1492” e una nuova stagione espositiva

Sul fronte espositivo, gli Uffizi stanno preparando uno dei progetti più ambiziosi dei prossimi anni. Nell’autunno del 2026 aprirà infatti Magnifico 1492, grande mostra dedicata a Lorenzo de’ Medici, destinata a riunire oltre cento opere provenienti da collezioni e musei di tutto il mondo. L’obiettivo è ricostruire per la prima volta in modo organico il contesto culturale e collezionistico del mecenate fiorentino, figura centrale nella definizione dell’identità artistica del Rinascimento.

Il nuovo Consiglio di amministrazione si insedia dunque in una fase cruciale, segnata da una duplice tensione: da un lato il consolidamento del ruolo internazionale degli Uffizi, dall’altro la ridefinizione del rapporto con il territorio. Una transizione che potrebbe segnare il passaggio da una stagione di espansione diffusa a una fase più concentrata sulla programmazione scientifica, sulle grandi mostre e sul rafforzamento del profilo istituzionale delle Gallerie.