La Sagrada Família parla veneto: tecnologia italiana per il capolavoro di Gaudí

Un'azienda vicentina e una società trevigiana sono le protagoniste del grande cantiere aperto nel 1882 e che continua a disegnare lo skyline di Barcellona

L’innovazione italiana entra nel cuore della Sagrada Família. Due aziende venete sono infatti coinvolte in un complesso intervento tecnologico destinato a proteggere la basilica progettata da Antoni Gaudí dai problemi legati all’umidità e alla durabilità delle strutture, contribuendo alla conservazione di uno dei monumenti più iconici del mondo. Il progetto si inserisce nell’ultima fase del cantiere dell’opera architettonica, la cui conclusione simbolica è prevista nel 2026, anno del centenario della morte dell’artista. Sebbene la costruzione della basilica proseguirà ancora per diversi anni con lavori complementari e la realizzazione della Gloria Facciata, il completamento della Torre di Gesù segna una tappa fondamentale nella lunga storia del tempio espiatorio barcellonese. Protagoniste del cantiere sono l’azienda vicentina Acciaierie Valbruna, che ha fornito barre ad aderenza migliorata in acciaio inox destinate agli elementi portanti in cemento armato, un intervento invisibile al pubblico, poiché integrato all’interno della struttura portante della basilica, ma fondamentale per garantirne stabilità, durabilità e resistenza nel tempo, e l’azienda Umidità Zero con sede a Castelfranco.

Al centro dell’intervento vi sono sistemi avanzati di rinforzo strutturale e componenti in acciaio ad alte prestazioni, progettati per garantire resistenza meccanica, stabilità e protezione dagli agenti atmosferici. La scelta dell’acciaio inox non è casuale: il materiale offre un’elevata resistenza alla corrosione e consente di ridurre i costi di manutenzione nel lungo periodo, un aspetto cruciale per un edificio destinato a durare nei secoli. Già dal 2013 la Sagrada Família utilizza componenti strutturali in acciaio inossidabile per le torri e per altre parti dell’edificio, privilegiando leghe ad alta resistenza specificamente sviluppate per ambienti esposti e strutture complesse. La sfida principale è quella di controllare gli effetti dell’umidità che, nel tempo, possono compromettere la conservazione dei materiali lapidei e delle connessioni strutturali. Per questo motivo il progetto combina competenze ingegneristiche, monitoraggio e materiali innovativi capaci di assicurare prestazioni elevate anche in condizioni ambientali particolarmente impegnative.

L’intervento conferma inoltre il crescente ruolo delle aziende italiane nei grandi cantieri internazionali dedicati al patrimonio architettonico. La Sagrada Família, visitata ogni anno da milioni di persone, rappresenta oggi uno dei più avanzati laboratori di sperimentazione tra tradizione costruttiva e tecnologie contemporanee. La complessità delle forme progettate da Gaudí richiede infatti soluzioni ingegneristiche altamente specializzate, spesso sviluppate su misura per rispondere alle esigenze strutturali delle torri e delle facciate monumentali. L’apporto delle imprese venete si inserisce in questo contesto di eccellenza internazionale, dove la conservazione del patrimonio storico dialoga con la ricerca tecnologica più avanzata. Un esempio di come il know-how industriale italiano continui a trovare spazio nei progetti culturali più ambiziosi del panorama globale, contribuendo alla tutela e alla realizzazione di opere destinate a diventare simboli del XXI secolo.