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Attacco hacker al sito del Museo Nazionale dell’emigrazione italiana che diventa portale porno

Il portale web del Museo Nazionale dell’emigrazione italiana, voluto fortemente dall’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è vittima di un attacco hacker. Storie da film, o da commedia all’italiana. Digitando infatti sul sito all’apparenza sembra tutto normale, ma se si ha l’accortezza di scorrere il testo si può notare che all’interno diversi link conducono direttamente a siti pornografici. Strano, ma ancora più strano è che esista ancora il sito di un museo che non esiste più. Infatti il Museo Nazionale dell’emigrazione italiana era stato creato nel 2009, annunciato dalla stessa Farnesina come luogo della memoria per i connazionali partiti verso luoghi remoti e per diffondere la storia e le imprese nostrane nel mondo. Non solo glorie ma anche dolori, le umiliazioni, le sofferenze, i lutti, i naufragi dei nostri avi lontani e meno lontani. Ma si trattava solo di una sede provvisoria, una soluzione di facciata, destinata a chiudere i battenti nel 2012, anche se poi la farsa è stata portata avanti per altri tre anni, fino a quando il Ministro Dario Franceschini ha deciso di chiudere definitivamente la questione. Un fallimento insomma, culminato nell’istituzione del genovese MuMa che, come rende noto il Giornale, con quattromila metri e vari finanziamenti in più, è il definitivo Museo Emigrazione Italiana. Tutto bene quel che finisce bene, insomma. Però resta il fatto che molti siti di turismo rimandino ancora all’errato sito www.museonazionaleemigrazione.it e, se si collegasse per puro caso un qualunque parente di emigrati o un semplice curioso che voglia farsi un giro sul web potrebbe avere il piacere di leggere: “È indispensabile ricordare che milioni di contadini sono stati cacciati dalle loro terre, che altri milioni di lavoratori hanno preferito lasciare volontariamente un paese che non offriva porno gratis prospettive e che si serviva dell’emigrazione per mantenere bassa la pressione sociale”.

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