Yoko Ono scrive il suo secondo libro

New York

Acorn. S’intitola così il nuovo libro di Yoko Ono, pubblicato da Gallucci e tradotto in italiano da Franco Nasi. Il suo primo esperimento letterario, che risale a cinquant’anni fa, si chiamava Grapefruit, pompelmo. Se ci sia una corrispondenza non si sa. Un frutto esotico contrapposto alla ghianda che è un frutto secco. Forse l’artista ha voluto evidenziare un cambio di stagione, anche all’interno della sua vita. Lo stile non è cambiato: frasi brevi, aforismi, raccontini accompagnati da disegni. Quasi delle scritture zen che riprende dalla tradizione giapponese in cui è vissuta prima del trasferimento negli Stati Uniti, dopo il secondo conflitto mondiale. I temi che lei affronta all’interno del libro sono evidenziati in maiuscolo: cielo, terra, città, legami. I disegni, dalle forme antropomorfe, sono realizzati attraverso dei puntini che seguono una geometria curvilinea. Un ulteriore contrasto: i testi danno dei suggerimenti a uscire dal proprio io, mentre i disegni puntinati fanno il contrario: propongono un ritorno alla cellula originaria, al seme, alla ghianda che Yoko Ono propone già in copertina. Il libro arriverà in edicola il 15 luglio.

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