Bologna si rivela, apre palazzo Fava

Bologna non smette mai di sorprendere. Questa volta lo fa con l’inaugurazione dell’edificio quattrocentesco di palazzo Fava in via Manzoni, le cui sale ospiteranno mostre d’arte antica e moderna arricchite da opere appartenenti alla collezione della fondazione Cassa di risparmio di Bologna e da altre collezioni pubbliche e private.

Un’inaugurazione che a partire dal 28 gennaio, in occasione di Artefiera, porta nel cpaoluogo emiliano  un nuovo punto di riferimento culturale per tutta la città emiliana. L’inaugurazione dello storico palazzo bolognese s’inserisce nel più ampio progetto curato da Philippe Daverio, Bologna si rivela, giunto alla sua sesta edizione. Si tratta di un importante momento culturale che crea un vero e proprio percorso artistico e museale nel centro storico, attraverso vari edifici e sedi che la fondazione Carisbo ha nel corso degli anni valorizzato e aperto al pubblico, in un susseguirsi di opere di ristrutturazione e costante valorizzazione del patrimonio locale.

La ristrutturazione di palazzo Fava si inserisce in un più ampio processo di valorizzazione storico culturale che ha portato nel corso degli anni alla creazione di spazi dedicati all’arte aperti al pubblico e accessibili a tutti. Tra i vari obiettivi della fondazione c’è quello di aprire entro la fine dell’anno anche palazzo Pepoli, un progetto che si inserisce in un più vasto recupero che ha visto nel corso degli anni valorizzare l’ex chiesa di San Giorgio in Poggiale (che ora ospita ora una meravigliosa collezione di libri), San Colombano e San Michele in Bosco. Il processo di valorizzazione di questi luoghi storici rientra nel progetto complessivvo di "Genus Bononiae", che collega simbolicamente diversi spazi restaurati e recuperati nel corso degli anni e aperti al pubblico: dalla Bibilioteca d’arte e di storia di San Giorgio in Poggiale, con un ricco patrimonio librario, a San Colombano, che ospita la collezione di strumenti musicali antichi del mestro Luigi Ferdinando Tagliavini, fino alla chiesa di Santa Cristina, da anni sede di concerti ed eventi musicali e a Santa Maria della Vita, dove si può visitare il Compianto sul Cristo morto di Nicolò dall’Arca.

Il percoso include anche palazzo Pepoli, con il suo innovativo museo sulla storia della città, casa Saraceni con la sede della fondazione Carisbo e il palazzo di San Michele in Bosco con il suo luminoso belvedere affacciato sul panorama di Bologna. Infine, il percorso include appunto palazzo Fava con la sua ricca collezione di affreschi dei Carracci. Definito da Roberto Longhi "un romanzo storico immaginato sulla grande pittura precedente", palazzo Fava è un gioiello nel cuore del capoluogo, con i suoi affreschi di Annibale, Agostino e Ludovico Carracci, tre artisti che rivoluzionarono la pittura seicentesca andando oltre la tradizionale partitura narrativa attraverso la rappresentazione di una molteplicità di azioni nell’ambito dello stesso riquadro. Entro un ampio ciclo di dipinti, composto da diciotto quadri, risalta l’episodio degli Incanti notturini di Medea, dove compare "il primo nudo della storia dell’arte" come ha scritto Andrea Emiliani.

Altro Fulcro di Genus Bononiae è appunto palazzo Pepoli che diventerà a partire dall’autunno sede museale dedicata alla storia e alle trasformazioni di Bologna dalla Felsinea etrusca fino ai nostri giorni: un luogo reso interattivo e contemporaneo anche grazie all’intervento dell’architetto Mario Bellini. Luoghi d’arte e perle del patrimonio storico e artistico locale diventano così fondamentali punti di snodo di una passeggiata urbana che collega musei, gallerie, pinacoteche ma anche luoghi dall’alta valenza culturale, economica e sociale, in grado di aumentare il coinvolgimento dei cittadini nei confronti di un pezzo di storia che ha reso Bologna quella che tutti oggi possono ammirare. Un progetto fondamentale che quindi porta alla luce capolavori della storia dell’arte, rendendo accessibile a tutti un vasto patrimonio storico, facendo di Artefiera, non solo un tradizionale momento di confronto sulla contemporaneità, ma anche luogo di incontro tra passato e nuove tendenze artistiche.

Info: www.genusbononiae.it