Brand new gallery, globalizzazione d’élite

Due giovani e brillanti storici dell’arte, Chiara Badinella e Fabrizio Affronti, sono il team della Brand new gallery, uno spazio espositivo, di nuova apertura, sede e centro culturale. Qui si respira un’aria di globalizzazione artistica atta a promuovere pittori, scultori, video istallatori stranieri, protagonisti dell’arte nuovi al palcoscenico italiano, ma già famosi all’estero. Non è stato semplice pianificare il progetto, ci sono voluti circa quattro anni e mezzo per passare dall’idea alla realizzazione. Solo dieci mesi per trovare la struttura adatta allo scopo: afferrare uno spazio che potesse divenire contenitore d’opere di grande e piccolo formato. Intessuti contatti con artisti e galleristi, nel susseguirsi d’intensi viaggi e migrazioni: tutto questo ha permesso alla Brand new gallery di acquisire le facoltà per dare il via a un lungo ciclo d’incontri e per decollare in una città tanto ambita quanto quella milanese.

Fabrizio Affronti racconta la storia che ha portato a questa attività, riassumendo il suo background culturale e anche quello della sua collega: «Chiara Badinella ha lavorato come direttrice in una galleria che si occupava prevalentemente di fotografia, la B&D, e ha seguito un master in art business al Sotheby di Londra. Mentre lei è una storica d’arte contemporanea, io ho studiato storia dell’arte antica. Infatti mi sono specializzato nella storia del diciottesimo secolo. Da dieci anni ho iniziato a collezionare pezzi d’arte contemporanea». Un’unione ben assortita che permette di analizzare con sguardo critico le offerte contemporanee e riscoprire quelle passate. Ciò che interessa ai galleristi è puntare sulla qualità degli artisti, senza tralasciare, però, la fama che li accompagna. Due aspetti da non trascurare quando si pensano mostre ed esposizioni che travalichino i confini italiani. Come afferma Affronti: «Per ora, gli artisti che esporranno in galleria sono una decina ma entro la fine dell’anno saranno una quindicina. Per ogni mostra è prevista la stesura di un catalogo. Ogni evento durerà un mese e mezzo. Per il primo anno abbiamo in programma cinque esibizioni, mentre per il secondo sei».

L’innovazione di questo spazio espositivo è sicuramente incentrata sulla sinergia creata tra la Brand new e gallerie di altri paesi. La Badinella si sofferma su quest’argomento, elencando alcuni nomi di spazi espositivi e la loro città di residenza: «Team gallery, Marianne Boesky e Zach Feuer di New York, Arndt di Berlino, e Mihai Nicodim di Los Angeles», tanto per citarne alcuni. Come prima mostra, i galleristi hanno deciso di dedicare l’intero spazio ad Anton Henning (Berlino, 1964) artista tedesco di fama internazionale, al pari di altri come Gerhard Richter, Sigmar Polke e fotografi come Andreas Gursky, Thomas Struth. È vivacemente visibile la piena libertà artistica di Henning che usa differenti mezzi e vari temi per esprimerla: sculture, video, istallazioni, dipinti astratti. Considerando il suo stesso lavoro un “Gesamtkunstwerk”, ovvero un’opera d’arte totale, cerca una comunicazione armonica tra le diverse creazioni che realizza, ricreando la propria firma in quasi tutte le opere, sotto forma di un marchio definito “hennling”. Questo si vede pienamente in alcuni lavori come Voilà, ad esempio, dove l’artista pattina sul ghiaccio, lasciando i segni che più lo caratterizzano sulla gelida superficie.

La Badinella, infine, anticipa i prossimi progetti in galleria: «In gennaio avrà luogo una collettiva con artisti di Los Angeles e contemporaneamente la personale di Raffi Kalenderian. In marzo, le due mostre di Folkert de Jong e Fendry Ekel», e altre proposte fino a giungere all’esibizione di metà giugno intitolata “East ex east”, un gradevole invito per tutti gli stranieri che saranno alla Biennale di Venezia.


LA SEDE

Qualità neutrali
 
Un cortile di 50 mq a pianterreno, che sembra quasi un giardino, fa da anticamera a uno spazio espositivo di 350 mq, con muri e soffitti bianchi, piastrelle grigie sul pavimento. Presentate da una piccola reception, le quattro stanze comunicanti sono state pensate per differenti esigenze espositive. Le prime due, percorse da 200 mq, con soffitti alti 6,5 metri, in legno e tre piccole finestre verso il cielo, sono seguite da altri due campi espositivi, a soffitti più bassi, di 3,5 metri, che occupano la restante metratura. E ancora, un piccolo ufficio con telefoni e computer, è la sede operativa dei galleristi, Chiara Badinella e Fabrizio Affronti. Brand new gallery; via Farini 32, Milano. Info: 0289053083; www.brandnew-gallery.com.


LA MOSTRA

Astratte apoteosi pittoriche

“Apotheosized abstractions” è il titolo della mostra inaugurale della Brand new gallery, che apre le sue sale all’estro di Anton Henning. L’artista tedesco, per la prima volta in Italia, racconta attraverso venti dipinti, tre sculture e tre video l’astrattismo che si nasconde dietro la sua natura linguistica, fatta anche di nudi, paesaggi e nature morte. Come se i lavori tridimensionali fossero il proseguimento di quelli pittorici, spesso anche i titoli rimangono invariati: “Blumenstilleben” fa da esempio. Tra le opere, Henning presenta, inoltre, se stesso e la sua famiglia nell’istallazione “Family portrait n° 1”: cinque tavoli ai quali sono annessi pari dipinti, disegnati su ambo i lati, ognuno dei quali raffigura teschi e ritratti, nell’ampio e dinamico spostamento d’aria, provocato da un ventilatore. Fino al 22 dicembre.