Sguardi sul Mediterraneo

Dipingere il mare, la sua vastità, l’idea che dell’infinito e tuttavia anche della prossimità vi s’inscrive, è cosa che nel XIX secolo assume una rilevanza difficilmente dimenticabile. La mostra di palazzo Ducale, a Genova, vuole studiare, facendo ricorso a circa 80 dipinti di almeno cinque generazioni di artisti, tutti calamitati in Riviera a catturare con i pennelli le magie che si creano all’infrangersi della luce sul movimento dell’acqua, l’itinerario magico della rappresentazione del Mediterraneo.

In confronto alle visioni fortemente spirituali di Friedrich o le tempeste baluginanti e magmatiche di Turner, la costa del Mediterraneo francese s’impose con notevole ritardo nella percezione che i pittori avevano del paesaggio in quell’inizio di XIX secolo. Perdurava l’idea che la nozione del Mediterraneo fosse stretta al senso dell’antichità e in primo luogo alla romanità. Per cui il riferimento alla coste italiane, quali luoghi deputati di questo riandare all’antico, dominava la pittura. Un contributo fondamentale a un primo cambiamento, venne da Camille Corot. A questo tempo del realismo si possono certamente ascrivere anche le opere di Félix Ziem e di Émile Loubon. Così come quelli di Paul Guigou e Adolphe Monticelli, assieme a quelli di Gustave Courbet.

A questo primo tempo della mostra ne succede un secondo, quello in cui alcuni grandi dell’impressionismo: da Cézanne a Monet, da Renoir a Boudin a Van Gogh. La sezione dedicata alla pittura dei Fauves è certamente significativa, con quadri di autori quali Matisse.

Fino al primo maggio 2011
Mediterraneo
da Courbet a Monet a Matisse
Palazzo Ducale, appartamento del Doge
Info: www.palazzoducale.genova.it