Acqua Foundation sarà protagonista del Forum Euromediterraneo dell’Acqua 2026, in programma dal 29 settembre al 2 ottobre alla Nuvola di Roma, con il panel “Raccontare l’acqua tra l’etica, arte e il teatro”, previsto per mercoledì 30 settembre. L’appuntamento rappresenta un momento di confronto dedicato a una delle grandi sfide del presente e del futuro: quella di riportare l’acqua al centro del dibattito pubblico non soltanto come risorsa naturale, ma come bene essenziale alla vita, elemento culturale e patrimonio comune. Ideato e organizzato da Acqua Foundation, il panel nasce dalla convinzione che parlare di acqua significhi affrontare questioni che attraversano contemporaneamente la dimensione ambientale, sociale, economica, culturale ed etica. L’acqua, infatti, è parte integrante della storia delle comunità, delle città e delle civiltà. È elemento che connette territori e popoli, ma anche una componente fondamentale degli equilibri degli ecosistemi e della vita quotidiana. Nel contesto mediterraneo, questa centralità assume una particolare rilevanza: il Mediterraneo è uno spazio di incontro tra culture e, allo stesso tempo, un’area particolarmente esposta agli effetti della crisi climatica e alle crescenti pressioni sulle risorse idriche. «Il Mediterraneo è un mare che unisce culture, ma oggi è anche il simbolo della nostra vulnerabilità climatica – dichiara Gabriele Bonfiglioli, Presidente di Acqua Foundation – Per costruire un futuro idrico sostenibile serve un’alleanza tra scienza, etica e cultura. Questa sessione è il nostro invito a rimettere la persona al centro della questione acqua».
È proprio a partire da questa prospettiva che il panel intende ampliare il tradizionale racconto dell’acqua. Di fronte a fenomeni come scarsità idrica, inquinamento, degrado degli ecosistemi e cambiamento climatico, la produzione e la diffusione di conoscenza scientifica rimangono fondamentali, ma diventano altrettanto importanti le modalità attraverso cui questa conoscenza viene comunicata, condivisa e trasformata in consapevolezza collettiva. Il panel si propone quindi di interrogarsi su come arte, cultura, teatro, comunicazione e storytelling possano contribuire a rendere più vicino e comprensibile un tema spesso affrontato attraverso dati, indicatori e linguaggi tecnici. Raccontare l’acqua significa anche riuscire a costruire una relazione con il pubblico, stimolare domande, generare attenzione e favorire una maggiore comprensione delle conseguenze delle scelte individuali e collettive. In questa prospettiva, la cultura non viene considerata soltanto come uno strumento di divulgazione, ma come uno spazio nel quale elaborare nuovi significati e nuove forme di partecipazione. L’arte può modificare il punto di vista, il teatro può creare occasioni di confronto e immedesimazione, lo storytelling può trasformare dati e fenomeni complessi in storie capaci di raggiungere pubblici differenti. La riflessione etica, invece, consente di interrogarsi sulle responsabilità che accompagnano la gestione di una risorsa indispensabile e sulla necessità di considerare le conseguenze delle decisioni sul lungo periodo. Il confronto sarà quindi caratterizzato da un approccio interdisciplinare, con l’obiettivo di mettere in dialogo competenze e sensibilità differenti. Scienza, istituzioni, cultura, spiritualità, informazione, filantropia e arte saranno chiamate a confrontarsi intorno a una domanda comune: come costruire un racconto dell’acqua capace non soltanto di informare, ma anche di coinvolgere e generare consapevolezza?

A moderare l’incontro sarà Gabriele Bonfiglioli, Presidente di Acqua Foundation. Al panel prenderanno parte Cardinale Fabio Baggio, Direttore Generale del Centro di Alta Formazione Laudato Si’, che affronterà il rapporto tra acqua, dignità umana ed etica ambientale; Giulio Boccaletti, autore e scienziato, che si concentrerà sui temi della governance dell’acqua in un clima che cambia; David Corbell, filantropo e Ambassador di Acqua Foundation, che parlerà del ruolo della filantropia e dell’azione collettiva; Simonetta Giordani, Segretario Generale di Associazione Civita, che approfondirà il rapporto tra cultura, patrimonio e coinvolgimento pubblico; Maria Siclari, Direttore Generale dell’ISPRA e Presidente del Consiglio di Studi Avanzati della Pontificia Accademia Teologica, sui temi della comunicazione scientifica e della consapevolezza ambientale; e Antonio Preziosi, Direttore del TG2.
Il dialogo si aprirà inoltre alla dimensione artistica con Federica Belli, visual artist e fotografa, che presenterà IN HERE / OUT THERE, un’opera video che propone un ribaltamento dello sguardo: osservare la terra dal mare anziché il mare dalla terra. Attraverso questa inversione della prospettiva, l’opera invita a riconsiderare il modo in cui gli esseri umani osservano e interpretano gli ambienti acquatici. Il mare non viene più percepito semplicemente come uno spazio da osservare dalla terraferma, ma diventa il punto di osservazione da cui guardare il mondo. Un cambio di prospettiva che apre una riflessione sul rapporto tra esseri umani, territorio e ambienti acquatici, ma anche sul modo in cui immagini, linguaggi e rappresentazioni possono contribuire a modificare la nostra percezione dell’acqua. La presenza dell’arte all’interno del panel sottolinea così uno degli elementi centrali dell’incontro: per affrontare una questione complessa come quella dell’acqua non è sufficiente produrre conoscenza, ma è necessario anche trovare forme nuove per renderla comprensibile, accessibile e capace di coinvolgere persone e comunità.
Il racconto dell’acqua può diventare parte integrante della costruzione di una cultura della sostenibilità. Dati scientifici, testimonianze, immagini, opere artistiche, teatro, informazione e confronto pubblico offrono prospettive diverse per comprendere la centralità della risorsa idrica e le trasformazioni che stanno interessando gli ecosistemi. Il panel promosso da Acqua Foundation nasce con l’obiettivo di mettere in relazione questi sguardi e ampliare la discussione oltre la sola dimensione tecnica. Scienza e cultura, istituzioni e società civile, informazione e arte possono contribuire, attraverso strumenti e competenze differenti, a rendere la questione idrica parte di una riflessione più ampia sul futuro delle comunità e dei territori. In questo senso, il Forum Euromediterraneo dell’Acqua 2026 rappresenta un’occasione per ampliare il confronto e favorire una visione condivisa: la sostenibilità idrica non riguarda soltanto la gestione della risorsa, ma anche la capacità delle società di comprenderne il valore e riconoscerne la centralità nel futuro dei territori.


