Milano prepara una stagione espositiva particolarmente densa, ma è sul fronte dell’arte contemporanea che il programma dei musei civici mostra alcune delle sue linee più interessanti. Tra settembre e novembre 2026, PAC, GAM, Museo del Novecento e CASVA costruiscono infatti un percorso che attraversa temi come identità, migrazione, controllo, paesaggio urbano, memoria e rapporto tra arte e architettura, affiancando alle grandi mostre di richiamo internazionale un nucleo di progetti più strettamente legati alla ricerca contemporanea.
Tra le aperture più significative c’è Shilpa Gupta. One Palm Closer to the Sky, in programma alla GAM dal 15 settembre in collaborazione con Fondazione Furla. L’artista indiana porta a Milano una ricerca che da anni interroga frontiere, sistemi di controllo, identità e libertà di espressione. Il progetto comprende opere site-specific e un intervento legato ad ArtLine, mettendo in relazione lo spazio museale con quello urbano. Gupta utilizza spesso parole, luci, suoni e segnali per riflettere sui dispositivi visibili e invisibili attraverso cui vengono costruite separazioni tra individui, territori e comunità.

Dal 17 novembre il PAC ospiterà invece Sheila Hicks. In the Thread of Love, dedicata a una delle figure centrali della ricerca tessile internazionale. La mostra si concentrerà sul rapporto tra fibra, colore, architettura e spazio, ripercorrendo anche gli anni della formazione dell’artista, il dialogo con Josef Albers e le esperienze maturate in America Latina. Per Hicks il tessile non è mai soltanto superficie o decorazione, ma struttura, volume e presenza fisica, capace di modificare la percezione dell’ambiente e di mettere in crisi le tradizionali distinzioni tra arte, artigianato e design.
Al CASVA, il rapporto tra arte e spazio urbano sarà invece al centro di Somaini. Giardini inquieti: la filosofia del paesaggio, curata da Fulvio Irace e realizzata con la Fondazione Francesco Somaini ETS. La mostra riunirà circa cento opere e materiali d’archivio tra disegni, fotografie, modelli, fotomontaggi e sculture, seguendo il lavoro dell’artista dagli anni Cinquanta alla fine degli anni Novanta. Il fulcro sarà la riflessione di Somaini sulla scultura come elemento capace di ridefinire il paesaggio urbano, attraverso progetti pensati per Milano, Mantova, Duisburg, Lucca e La Villette.

Dal 6 ottobre il Museo del Novecento presenterà Tommaso Trini. La Terra vista dalla Luna, mostra dedicata alla figura del critico e storico dell’arte attraverso documenti, materiali e opere. Il progetto ricostruisce una stagione in cui critica, scrittura e produzione artistica erano fortemente intrecciate e si accompagna a un Focus900 dedicato ad artisti come Vincenzo Agnetti, Enrico Castellani, Valerio Adami, Alik Cavaliere, Lucio Del Pezzo e Emilio Tadini. Più che una semplice ricostruzione storica, l’operazione permette di osservare da vicino un passaggio decisivo nella formazione del sistema dell’arte contemporanea italiana.
La programmazione proseguirà nel 2027 con altri progetti di rilievo. Al PAC, dal 25 marzo, sarà protagonista Doris Salcedo, artista colombiana tra le più influenti della scena internazionale, nota per lavori che affrontano trauma, violenza, lutto e memoria collettiva. A Palazzo Reale è annunciata una mostra dedicata a Giovanni Anselmo, figura fondamentale dell’Arte Povera, mentre alla Fabbrica del Vapore arriverà un progetto su Inge Morath. Tra novembre 2027 e febbraio 2028 il PAC ospiterà inoltre un intervento di Flatform, collettivo italiano che lavora tra cinema, installazione e paesaggio.
Accanto al contemporaneo, il Comune ha costruito un calendario di grandi esposizioni destinate a intercettare un pubblico più ampio. Palazzo Reale aprirà il 24 settembre con Dalí e la Moda, realizzata con la Fundació Gala-Salvador Dalí e dedicata al rapporto tra il surrealista catalano e il mondo della moda, con oltre duecento opere e documenti. Il 9 ottobre sarà invece la volta di Picabia. Aprire le porte della notte, con oltre 170 opere e materiali provenienti da collezioni internazionali. Al MUDEC, dall’8 ottobre, Matisse. Il mondo in una stanza riunirà circa cento opere insieme a oggetti, tessuti e materiali editoriali, mettendo in luce le fonti extraeuropee che hanno alimentato la ricerca dell’artista francese.

La stagione comprende anche Carla Cerati. Plurale femminile, dal 26 settembre a Palazzo Reale, dedicata al centenario della nascita della fotografa e alla Milano degli anni Sessanta e Settanta. A Palazzo Morando arriverà Abiti in scena. Il Settecento dipinto di Mosè Bianchi, mentre Casa della Memoria ospiterà una mostra dedicata a Oriana Fallaci. Nel 2027 il calendario si allargherà ulteriormente con Giacometti e l’Italia, Bruno Munari, Chaïm Soutine, Maggiolini e Milano, Luca Pignatelli e il progetto Leonardo e il Nord, destinato a proseguire fino al 2028.


