A Porto Ercole, sul Monte Argentario, potrebbe nascere uno spazio espositivo talmente piccolo da richiedere un microscopio per osservare ciò che custodisce. Si chiama Museo del Dipinto Microscopico – Caravaggio ad Argentario ed è il progetto ideato da Stefano Busonero, artista santostefanese che da decenni porta la pittura verso dimensioni quasi impercettibili. L’idea è radicale nella sua semplicità: realizzare un museo anche di una sola stanza, dotato di dodici microscopi, attraverso i quali il pubblico possa osservare riproduzioni in miniatura delle opere di Michelangelo Merisi da Caravaggio. Non semplici miniature, ma dipinti che scendono a una scala tale da diventare difficilmente leggibili a occhio nudo.


Per ora, però, quello immaginato da Busonero è un progetto e non un museo già aperto. Il primo passaggio sarà la costituzione di un’associazione culturale che possa dare una struttura formale all’iniziativa. L’artista ha raccontato di essersi rivolto già nel 2022 al Ministero della Cultura e ha quindi lanciato un appello per trovare persone disposte a partecipare come soci fondatori, senza chiedere contributi economici. Se il progetto arriverà a compimento, il primato di “museo più piccolo del mondo” andrà naturalmente preso con una certa elasticità. In giro per il mondo esistono già istituzioni che si contendono informalmente il titolo: dal Warley Museum nello Yorkshire, ricavato nel 2016 dentro una vecchia cabina telefonica rossa, al Mmuseumm di New York, aperto nel 2012 in quello che era un montacarichi di Cortlandt Alley.

La particolarità dell’esperimento dell’Argentario starebbe però altrove: non soltanto nelle dimensioni del contenitore, ma soprattutto in quelle delle opere. Un museo in cui la visita non consiste nell’allontanarsi da un dipinto per coglierne l’insieme, ma nell’avvicinarsi fino a oltrepassare le possibilità dell’occhio. E dove Caravaggio, maestro della luce e dell’apparizione, finirebbe paradossalmente per diventare quasi invisibile.
Caravaggio nel mondo di un centesimo
Busonero ha già realizzato due lavori dedicati al maestro lombardo: il Fanciullo con canestra di frutta e la Medusa. Entrambi sono stati dipinti sul piccolo globo terrestre inciso su una moneta da un centesimo. Per il Fanciullo, una precedente documentazione dell’artista indica una versione realizzata su una moneta da cinque centesimi, con una superficie pittorica di appena 8,6 millimetri di diametro: un’indicazione della scala estrema sulla quale Busonero lavora. Il progetto museale dovrebbe ampliare progressivamente questo nucleo, costruendo una raccolta interamente dedicata a Caravaggio. Una scelta tutt’altro che casuale. Il legame con l’Argentario passa infatti per gli ultimi giorni della vita del pittore: Caravaggio morì a Porto Ercole nel luglio del 1610, durante il tormentato viaggio con cui cercava di rientrare a Roma dopo gli anni della fuga. La dimensione microscopica diventa così anche un modo insolito per riportare la figura di Merisi nel luogo che ne conserva la memoria biografica.



