Il cinema d’autore torna a Villa Medici

Dal 16 al 20 settembre il Festival porta a Roma oltre 40 proiezioni, tra cinema, arte contemporanea e nuove forme dell’immagine in movimento

Dal 16 al 20 settembre Villa Medici torna a essere uno spazio di incontro tra cinema e arte contemporanea con la sesta edizione del Festival di Film di Villa Medici, rassegna nata nel 2021 con l’obiettivo di esplorare le forme più sperimentali e ibride dell’immagine in movimento. Un programma di oltre 40 proiezioni attraversa cinque giornate, mettendo in dialogo film d’artista, documentari, fiction, saggi e opere sperimentali, senza vincoli geografici o di formato.

L’edizione 2026 è dedicata alla memoria di Lili Hinstin, programmatrice e direttrice artistica che aveva iniziato il proprio percorso proprio a Villa Medici e che ha accompagnato il festival fin dalla sua nascita. Un omaggio che assume un significato particolare per una manifestazione costruita sulla curiosità verso linguaggi cinematografici non convenzionali e sulla capacità delle immagini di interrogare il presente. Il cuore del festival è il concorso internazionale, che presenta dodici film recenti. Tra le opere selezionate emergono storie di memoria, migrazione, ecologie, violenza e trasformazioni sociali, affrontate attraverso linguaggi molto diversi. Dalla memoria della diaspora coreana in 1937 di Daria Kim alla storia politica del petrolio in An Incomplete Calendar di Sanaz Sohrabi; dalla relazione tra corpo, trauma e solidarietà in The Second Skin di Mariia Lapidus alle inquietudini della notte parigina raccontate da Beatrice Gibson in At Night. In concorso anche Hanabi di Ana Vaz, Marie Madeleine di Gessica Généus e The Apple Doesn’t Fall… di Dean Wei.

A giudicare i film saranno tre personalità provenienti da ambiti differenti ma accomunate da una ricerca sulle possibilità dell’immagine: l’attrice, regista e produttrice franco-iraniana Zar Amir Ebrahimi, l’artista italiana Rosa Barba e il regista rumeno Radu Jude. A loro spetterà l’assegnazione del Premio Villa Medici al Miglior film e del Premio speciale della Giuria. Accanto al concorso, la sezione Focus amplia il programma attraverso Cartes blanches, proiezioni speciali e la sezione Contrechamp, creando corrispondenze tra opere contemporanee e film del passato. Tra gli appuntamenti spicca la proiezione di Born in Flames di Lizzie Borden, film del 1983 che immagina una New York attraversata da tensioni sociali e politiche e da una rivolta guidata da donne. La sezione ospita inoltre opere di artisti e registi legati a Villa Medici, tra cui Louidgi Beltrame, Amandine Gay e Aura Satz.

A completare il programma sono le proiezioni serali all’aperto nel Piazzale di Villa Medici, dove ogni sera il pubblico potrà assistere a un film recente, a un’anteprima o a un classico restaurato. Tra i titoli proposti figurano L’Inconnue di Arthur Harari, Coward di Lukas Dhont e Nagi Notes di Koji Fukada. Per cinque giorni, dunque, Villa Medici si trasforma in un osservatorio sulle forme contemporanee del cinema: un luogo in cui l’immagine non è soltanto uno strumento di racconto, ma un terreno di ricerca capace di mettere in discussione i modi con cui guardiamo il mondo.