GNAMC, asse Roma-Los Angeles: Mazzantini guarda agli Stati Uniti per la nuova stagione del museo

La direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea ha avviato nuovi contatti in California. Gabriele Simongini: «Il museo diventerà sempre più internazionale»

Roma guarda a Los Angeles e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea prova ad allargare ulteriormente i propri confini. A raccontare questa nuova direttrice internazionale è lo storico dell’arte e curatore Gabriele Simongini sulle pagine de Il Tempo, in un’intervista alla direttrice della GNAMC Renata Cristina Mazzantini, reduce da un viaggio in California che potrebbe aprire la strada a nuove collaborazioni, mostre e progetti per il museo romano di Valle Giulia. Come ricostruisce Simongini, Mazzantini punta a inserire la Galleria Nazionale all’interno di una rete di rapporti internazionali, proseguendo un percorso che negli ultimi anni ha già interessato diversi aspetti dell’attività del museo. L’obiettivo dichiarato è quello di rendere la GNAMC sempre più presente nel dibattito contemporaneo, mettendo in relazione arti visive, design e nuove esperienze culturali.

Il viaggio negli Stati Uniti, con tappe a Los Angeles e nella Silicon Valley, si inserisce proprio in questa strategia. In California la direttrice ha avuto modo di osservare da vicino una realtà museale profondamente diversa da quella italiana, nella quale il contributo dei privati e dei filantropi assume un peso rilevante. Tra le istituzioni visitate c’è il MOCA di Los Angeles, la cui esperienza ha particolarmente colpito Mazzantini per il ruolo avuto dalle donazioni di artisti e sostenitori privati nella costruzione del museo. Un modello che mostra quanto negli Stati Uniti il rapporto tra istituzioni culturali e risorse private sia radicato. La direttrice ha visitato anche la Frederick R. Weisman Art Foundation, che custodisce una collezione nella quale figurano opere di artisti come Picasso, Giacometti, Henry Moore, Clyfford Still, Andy Warhol, Keith Haring e David Hockney. Ma il viaggio americano non si è limitato all’esplorazione delle istituzioni museali.

Un altro tassello importante riguarda gli incontri diretti con gli artisti, che potrebbero trasformarsi in futuri progetti espositivi per Roma. Come racconta Simongini su Il Tempo, durante la trasferta Mazzantini ha visitato lo studio di Kenny Scharf, protagonista della scena artistica dell’East Village newyorkese degli anni Ottanta e vicino a figure come Jean-Michel Basquiat e Keith Haring. La direttrice ha incontrato anche Mark Bradford, artista noto per una ricerca basata su una particolare tecnica di “collage-décollage”, costruita attraverso aggiunte e sottrazioni di materiali sulla tela. Proprio con questi artisti sarebbero in discussione iniziative che, nelle intenzioni della direttrice, potrebbero assumere un peso significativo per la GNAMC e per l’offerta culturale della Capitale. Il viaggio californiano appare quindi non come una semplice ricognizione, ma come un passaggio concreto nella costruzione di quella rete internazionale con cui il museo di Valle Giulia intende rafforzare il proprio ruolo nel panorama dell’arte contemporanea.

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