Il volto di Simonetta Vespucci è diventato uno dei simboli assoluti del Rinascimento. Celebrata per la sua bellezza nella Firenze dei Medici e tradizionalmente identificata come la musa che avrebbe ispirato Sandro Botticelli, fino alla celeberrima Nascita di Venere, Simonetta morì improvvisamente nell’aprile del 1476, a soli 23 anni. Per secoli la causa della sua morte è stata ricondotta alla tubercolosi, ma una ricerca pubblicata nel 2026 propone una spiegazione completamente diversa.
Lo studio, apparso sulla rivista scientifica Endocrinology, Diabetes & Metabolism, è firmato da ricercatori dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, della University of California San Francisco e della Queen Mary University of London. Secondo gli studiosi, Simonetta potrebbe essere morta per un’apoplessia di un tumore ipofisario, cioè un’improvvisa emorragia o espansione di un adenoma dell’ipofisi, capace di provocare una grave emergenza neurologica ed endocrina.

Uno degli aspetti più insoliti della ricerca riguarda proprio le opere d’arte. Gli studiosi hanno utilizzato un algoritmo di riconoscimento facciale basato sul deep learning per confrontare cinque ritratti associati a Simonetta, individuando variazioni dei lineamenti che, secondo la loro interpretazione, potrebbero essere compatibili con gli effetti di un adenoma secernente. Anche alcuni particolari iconografici sono stati riletti in chiave medica. In un ritratto allegorico attribuito a Botticelli, per esempio, la donna identificata con Simonetta presenta una fuoriuscita di latte da un seno nonostante non avesse avuto figli: un elemento che i ricercatori collegano alla galattorrea, possibile conseguenza di un’eccessiva produzione di prolattina.
I sintomi raccontati 550 anni fa
Per arrivare a questa ipotesi, i ricercatori hanno incrociato medicina, documenti storici e storia dell’arte. Particolarmente importanti sono state le lettere scambiate tra Piero Vespucci e Lorenzo de’ Medici durante gli ultimi giorni di Simonetta. Le testimonianze descrivono un quadro drammatico: forti mal di testa, sanguinamento dal naso, vomito, febbre, confusione e persino allucinazioni. La giovane avrebbe inoltre preferito rimanere in una stanza buia, un particolare che gli autori dello studio mettono in relazione con la possibile fotofobia e i disturbi visivi associati all’apoplessia ipofisaria. Già nel 2019 lo stesso gruppo di ricerca aveva avanzato l’ipotesi che Simonetta soffrisse di un adenoma ipofisario secernente prolattina e ormone della crescita. Alcuni ritratti attribuiti a Botticelli mostrerebbero infatti cambiamenti progressivi nei tratti del volto e altri possibili segnali compatibili con la patologia.




