Cile: dopo anni torna alla luce il murale di Julio Escámez, censurato dalla dittatura di Pinochet

Ricoperto da 12 strati di intonaco, il murale propone una lettura allegorica della società cilena, mettendo al centro la quotidianità di operai e contadini

Nel corso del Novecento, guerre, rivoluzioni e regimi autoritari hanno trasformato l’arte in un bersaglio della censura. Murali, monumenti e dipinti sono stati rimossi, distrutti o nascosti nel tentativo di cancellarne il significato politico e culturale. Tra le opere che hanno subito questo destino figura anche Principio y fin, il murale realizzato da Julio Escámez per il Municipio di Chillán, in Cile, occultato dopo il colpo di Stato del 1973 e oggi finalmente al centro di un intervento di restauro.

La storia dell’opera è strettamente legata agli eventi che hanno segnato la storia del Paese. L’11 settembre 1973 le forze armate guidate da Augusto Pinochet rovesciarono il governo di Salvador Allende con un colpo di Stato che pose fine all’esperienza della coalizione di sinistra Unidad Popular. Il bombardamento del palazzo presidenziale de La Moneda, a Santiago, e la morte di Allende inaugurarono così una dittatura destinata a durare fino al 1990, durante la quale repressione e censura investirono anche il patrimonio artistico del Paese. È proprio con l’arrivo del nuovo regime militare che Principio y fin – che proponeva una lettura allegorica della società cilena, mettendo al centro la quotidianità di operai e contadini e le tensioni sociali che attraversavano il Cile – venne coperta da dodici strati di intonaco, nel tentativo di cancellarne ogni traccia.

Per decenni si ritenne che il dipinto fosse andato perduto. La svolta è arrivata nel 2021, quando alcuni saggi esplorativi condotti dall’architetto Carlos Inostroza all’interno dell’edificio hanno permesso di individuarne la presenza sotto gli strati di rivestimento accumulati nel corso degli anni. L’operazione ha ricevuto una spinta decisiva nel 2024 grazie al Consejo de Monumentos Nacionales, che ha dichiarato il murale un Monumento storico nazionale. Il riconoscimento ha garantito all’opera la tutela prevista dalla legislazione cilena, consentendo l’avvio di un articolato intervento di restauro affidato a un’équipe specializzata.

Come riporta il quotidiano cileno El Ciudadano, Karin Cárdenas, direttrice dell’Unità per il Patrimonio Comunale, ha sottolineato l’importanza di poter contare su un gruppo di lavoro permanente, definendolo un elemento essenziale per assicurare continuità e progressi concreti nelle operazioni di recupero.