Fabio Mauri a Venezia: l’esperimento del tempo

Nel centenario della nascita di Fabio Mauri la mostra L'Esperimento del Tempo presso la Galleria Michela Rizzo ripercorre oltre cinquant’anni di ricerca, ponendo al centro la riflessione sul tempo

La Galleria Michela Rizzo di Venezia, in occasione del centenario della nascita di Fabio Mauri, presenta L’Esperimento del Tempo, una mostra curata da Ivan Barlafante che riunisce circa settanta opere realizzate fra il 1957 e il 2009. Nelle sale di Palazzo Palumbo Fossati, l’esposizione attraversa oltre cinquant’anni di ricerca, ponendo al centro uno dei temi fondamentali della produzione dell’artista: il tempo.

Il tempo costituisce infatti uno dei nuclei più profondi del lavoro di Mauri, dove esperienza storica, memoria e interrogazione metafisica si intrecciano costantemente. La mostra affronta questioni presenti lungo tutto il suo percorso artistico e personale: la nascita, la morte, il trascorrere del tempo e il rapporto tra finito e infinito. L’ideologia, elemento centrale in molti dei lavori più noti dell’artista, resta sullo sfondo e viene ricondotta a una prospettiva più ampia sulla condizione umana e sulla possibilità di comprendere il reale. Distribuite nelle sale storiche di Palazzo Palumbo Fossati, le opere instaurano un dialogo che attraversa diverse stagioni della produzione di Mauri.

Tra le opere esposte figurano tre Zerbini, collocati nella stessa posizione occupata durante la mostra Fabio Mauri etc., allestita nel 2009 negli spazi della Galleria Michela Rizzo e inaugurata poche settimane dopo la scomparsa dell’artista. Tra questi compare Nessun segno particolare di cultura è fuori da un testo generale storico e nessun testo generale storico o interpretazione di mondo è fuori dall’enigma più generale dell’universo, realizzato nello stesso anno della sua morte. L’opera sintetizza una tensione presente nell’intero percorso espositivo: ogni costruzione culturale e storica sembra ricondursi a una dimensione più ampia, destinata a sfuggire a qualsiasi definizione definitiva.

La stessa attenzione emerge in Lettera oggetto del 1994. Attraverso un testo autobiografico, Mauri trasforma un’esperienza quotidiana in una meditazione sul limite del tempo individuale. «Vivo a Roma. Sono nato da una madre romana. Sto andando a casa. Ho fretta perché il conto del tempo è alla rovescia: da ∞ a zero».

Nelle sale di Palazzo Palumbo Fossati il tempo non appare come un tema tra gli altri, ma come il principio che lega opere e significati. Storia, fisica, religione e filosofia convivono all’interno della stessa ricerca. Anche gli Schermi, tra le opere più emblematiche di Mauri e interpretati dalla critica come dispositivi legati all’ideologia e ai mezzi della rappresentazione, partecipano a una riflessione più ampia sul modo in cui l’immagine costruisce la percezione del mondo.

La mostra restituisce così un’immagine di Fabio Mauri che non coincide soltanto con quella dell’artista dell’ideologia. Emergono con maggiore evidenza gli aspetti metafisici della sua ricerca, nei quali il rapporto tra tempo ed eternità diventa una delle chiavi di lettura dell’opera. La Galleria Michela Rizzo si inserisce così nel programma di iniziative dedicate al centenario della nascita dell’artista, tra esposizioni e progetti diffusi in Italia e in Europa. A completare le celebrazioni è la recente pubblicazione del catalogo ragionato curato da Carolyn Christov-Bakargiev.

fino al 29 agosto 2026
Galleria Michela Rizzo, Palazzo Palumbo Fossati, San Marco 2597, Venezia
info: galleriamichelarizzo.net