“Il museo è il tentativo di conservare un’idea di bellezza”, afferma Jago. Lo Jago Museum Capri a Villa Lysis abita l’identità inconfondibile dell’isola e la mette in dialogo con il linguaggio contemporaneo, offrendo un percorso immersivo in cui la scultura si fonde con l’anima del luogo e ne rinnova la vocazione artistica.
Circondato dai modelli in argilla delle sue opere, l’artista spiega: «Rappresenteranno la bellezza araba e saranno velate», mostrando anche la “David velata” collocata alle sue spalle. L’uso della velatura, sottolinea, permette allo spettatore di entrare nel processo creativo, immaginando ciò che si nasconde sotto la superficie della forma: «Le mie sculture sono di proprietà di chi le osserva».

Verso il laboratorio di Jago a Capri
Per raggiungere Villa Lysis bisogna inerpicarsi fino alla vetta del monte Tiberio. Da qui la piazzetta di Capri appare come un puntino, mentre il sentiero conduce a uno dei luoghi più panoramici dell’isola. È in questo contesto che prende forma il nuovo laboratorio di Jago, all’interno del secondo museo che inaugurerà nei prossimi giorni, bissando l’esperienza di Napoli.
«Qui ho trovato una follia che sa d’amore», racconta all’ANSA durante una visita privata alla sua “casa”, dove trascorrerà l’estate tra argilla, gesso e marmo. Nel laboratorio affacciato sul Golfo di Napoli, idee e progetti si trasformano in modelli e sculture secondo un ritmo creativo lento e sospeso, in sintonia con l’isola. L’artista lavora tra studi e prototipi, circondato da opere in corso e nuove sperimentazioni.
Un’isola che diventa materia creativa
Dal 20 giugno sarà possibile percorrere il sentiero che conduce allo Jago Museum Capri, il suo secondo museo in Campania. Il percorso espositivo propone un’esperienza immersiva in cui l’opera non è separata dallo spazio, ma ne diventa parte integrante. Tra i lavori in sviluppo figurano anche il mito di Ciparisso e altri progetti ancora segreti, legati all’attualità.
«Questo luogo mi condiziona», conclude Jago, che continuerà a lavorare sull’isola prima di tornare a Napoli per completare la sua grande David in marmo, destinata a segnare una nuova fase della sua ricerca artistica. . Una visita esclusiva permette di scoprire questo luogo, che ospita anche il suo secondo museo.


