Il Macba sceglie Valentín Roma come nuovo direttore

L’annuncio della nomina è stato accompagnato dalle proteste di diverse istituzioni catalane, che hanno espresso vari dubbi sul il processo di selezione

In una giornata destinata a catalizzare l’attenzione di mediatica per la visita di Papa Leone XIV alla Sagrada Familia, il Museu d’Art Contemporani de Barcelona (Macba) ha scelto di comunicare una notizia altrettanto significativa per il mondo dell’arte: la nomina del suo nuovo direttore.

A raccogliere il testimone lasciato da Elvira Dyangani Ose sarà Valentín Roma, una delle figure più riconoscibili della scena culturale catalana. Negli ultimi nove anni ha guidato il Virreina Centre de la Imatge, trasformandolo in un punto di riferimento per la città, e ora si prepara a varcare nuovamente le porte del Macba, questa volta da direttore. Nel 2015 infatti, il suo nome era finito al centro di una controversia al cui centro si trovava la mostra La Bestia e il Sovrano, in cui figurava un’opera di Ines Doujak che ritraeva il re emerito Juan Carlos in una rappresentazione giudicata da molti provocatoria e offensiva.

Le polemiche del pubblico si sono presto trasformate in uno scontro istituzionale che ha travolto i vertici del museo, trascinando via – insieme a Roma – l’allora direttore Bartomeu Marí e il responsabile delle attività pubbliche Paul B. Preciado. Oggi, questa vicenda sembra chiudersi definitivamente in una nota positiva, con il ritorno di Roma all’istituzione. Considerato da molti il candidato più solido fin dalle prime fasi della selezione, ha superato gli altri due finalisti – i cui nomi rimangono anonimi – scelti tra ventuno aspiranti. 

L’annuncio, tuttavia, non è arrivato in un clima del tutto disteso. Pochi giorni prima della nomina, alcune tra le principali organizzazioni del sistema artistico catalano hanno deciso di rendere pubbliche le proprie riserve sul processo di selezione. L’Associazione Catalana dei Critici d’Arte (Acca), l’Associazione dei Professionisti di Museologia della Catalogna (Amc) e la Paac, piattaforma che riunisce gli artisti catalani, con il sostegno del comitato aziendale del museo, hanno diffuso una dichiarazione in cui mettono in discussione i criteri adottati per la scelta del nuovo direttore. Secondo queste associazioni, la procedura non avrebbe garantito sufficienti condizioni di trasparenza né una reale parità di concorrenza tra i candidati.

A sorprendere molti osservatori però è la tempistica della protesta. Dopo settimane di silenzio, le contestazioni sono iniziate proprio alla vigilia dell’annuncio ufficiale, “macchiando” così l’entrata in scena di una figura che gode di una reputazione positiva, ampiamente condivisa nel mondo dell’arte contemporanea catalana. Una reputazione basata soprattutto dal lavoro svolto da Roma alla Virreina: le sue mostre hanno spesso portato alla ribalta artisti e pratiche trascurati dalle grandi istituzioni museali, anticipando percorsi che avrebbero poi trovato riconoscimento sulla scena internazionale.

Per il museo si apre così una nuova fase, affidata a una figura che conosce bene l’istituzione e le sue contraddizioni. E proprio questa familiarità con la storia recente del Macba potrebbe trasformarsi nella chiave per affrontarne il futuro.