Al Guggenheim di New York il calcio diventa un’esperienza culturale

In vista dell'inizio dei Mondiali del 2026, il Guggenheim ha deciso di trasmettere le partite all'interno dei propri spazi

Con l’inizio della Coppa del Mondo previsto proprio per questa sera negli Stati Uniti, l’atmosfera calcistica si diffonde già ben oltre gli stadi. Varie istituzioni culturali, apparentemente lontane dal mondo dello sport, si preparano a intercettare questa energia globale, trasformando il calcio in un’esperienza condivisa che va oltre la semplice competizione. È in questa direzione che si inserisce il progetto del Guggenheim a New York, che, ha scelto di trasmettere alcune partite all’interno del proprio ristorante.

L’obiettivo dell’iniziativa, che prenderà vita all’interno del Frank’s Pub un pop-up ospitato nel ristorante The Wright — è costruire un’atmosfera diversa dal consueto, trasformando uno spazio culturale in un ambiente più informale e conviviale. Il programma includerà diverse sfide del torneo, distribuite tra fase a gironi e turni a eliminazione diretta, accompagnando il pubblico lungo l’evoluzione della competizione. Dalle prime partite fino ai quarti di finale, il calendario rifletterà l’intensità crescente di uno degli eventi sportivi più attesi al mondo.

Accanto alle trasmissioni calcistiche, il museo propone anche un approfondimento artistico con la proiezione di Zidane, a 21st century portrait di Douglas GordonPhilippe Parreno, un’opera che, a vent’anni dalla sua creazione, continua a offrire uno sguardo inedito sul rapporto tra atleta, pubblico e macchina mediatica. Il film segue in tempo reale la figura di Zinedine Zidane durante una partita giocata a Madrid nel 2005, concentrandosi esclusivamente sul suo punto di vista e sulla sua presenza in campo. Il lavoro, costruito attraverso una rete di telecamere sincronizzate, abbandona la narrazione classica della partita per trasformarsi in un ritratto immersivo, quasi psicologico, del giocatore.

A differenza delle tradizionali trasmissioni televisive, che inseguono continuamente la palla e l’azione collettiva, questo progetto mantiene lo sguardo fisso su un solo individuo, mentre un secondo schermo restituisce le immagini grezze provenienti dalle diverse angolazioni dello stadio. Il risultato è un montaggio che alterna intimità e frammentazione, restituendo la complessità del gesto sportivo. Non manca il riferimento alla carriera e alla fama di Zidane, figura centrale del calcio internazionale, noto anche per il celebre episodio della finale mondiale del 2006 contro Marco Materazzi.